Bernardo Provenzano non avrebbe mai permesso ad un falso dentista di operare, un servizio delirante sul TG2 delle 13.00

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“Forse, quando era il capo dei capi a controllare il territorio, lui non l’avrebbe permesso. E certamente non avrebbe, anzi sicuramente non avrà, mai utilizzato un falso dentista per farsi curare. Sta di fatto che proprio a Corleone, regno incontrastato per 40 anni di Bernardo Provenzano, il capo dei capi di Costa Nostra appunto e di Totò Reina, i Carabinieri hanno scoperto uno studio dentistico gestito da due falsi medici.”

Complimenti.
Su Rai 2 passa il concetto che la Mafia garantisce la legalità meglio dello Stato. Se c’è il problema dei falsi dentisti a Corleone è solo perché Provenzano è finito in galera.
Speriamo che esca presto, o che venga degnamente sostituito. Così i giovani siciliani, con i denti cariati, non rischieranno di vedere la propria bocca rovinata da mani inesperte.
Ma è questo il messaggio che passa? la mafia più efficente dello Stato?
Eppure non è così, perché non sono i dentisti professionisti quelli a cui è consentito operare dalla mafia, ma quelli che pagano il pizzo. Forse era questo che il giornalista avrebbe dovuto sottolineare.

Il serivizio è di un tale Dario Celli. (lo trovate su raiclick, a metà Tg)

Tratto da Terrorpilot, dopo una mia segnalazione.

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Ratzinger non viene all’Università. Lesa la libertà di parola?

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No. Nonostante quello che dicano il Rettore, la CEI, Prodi, Berlusconi, Paolo Mieli, Mussi e tanti altri politici. Senza dilungarsi: se il Papa bussa a casa mia sono obbligato a farlo entrare per ascoltare quello che vuole dirmi? No. Se il Rettore ha poi un potere formale superiore agli stessi studenti, è semplicemente una stortura della storia, dal momento che dovrebbero essere gli studenti a decidere, direttamente. Almeno così nacquero le università: studenti che decisero di pagare i professori.

Ma soprattutto. Come si fa a ledere la libertà di parola di una persona che ha mille altre occasioni e luoghi in cui esprimersi, come dimostrano i quotidiani servizi sui telegiornali che riportano opinioni e dichiarazioni del pontefice? Ad esempio il TG1 di questa sera: 16 minuti di servizi sul papa che non va all’università, di cui solo 2 minuti di dichiarazioni degli studenti manifestanti, preceduti da 3 interviste a 3 studenti ben vestiti, allibiti e dispiaciuti per il forfait papale.

Le dichiarazioni di politici e giornalisti è sembrata una gara a chi difendeva di più la libertà di parola di qualcuno che non ha bisogno di essere difeso. Sembrava di sentire il ritornello di Berlusconi che, padrone di non so quante emittenti televisive (almeno 3 analogiche e 7 digitali), denunciò durante la campagna elettorale di essere stato imbavagliato.

Un consiglio al Ratzinger amareggiato per le proteste: che ce lo faccia sapere al più presto ciò che avrebbe voluto dirci all’università. Se erano dichiarazioni così importanti non conta dove vengono fatte. Chissà, magari noialtri potremmo imparare qualcosa di utile.

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Uomo morde cane: i pirati denunceranno l’antipirateria illegale

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Non è la prima volta che le società di antipirateria (RIAA in testa) si comportano in modo palesemente illegale o, quando va bene, semplicemente immorale. Questa però è la prima volta in cui, concretamente, una organizzazione che da anni sfida l’antipirateria (rifugiandosi in paesi in cui le leggi sul diritto d’autore sono meno soffocanti) può intentare una causa contro tali società e per i loro mandanti (le case discografiche, ad esempio). Ecco i dettagli in un rarissimo articolo senza immagine di Giavasan:

Come molti di voi già sapranno, la settimana scorsa sono diventate accidentalmente di pubblico dominio 700 megabyte di email scambiate all’interno di Media Defender, una compagnia creata al solo scopo di combattere la pirateria in rete.
Dalle mail si evince senza ombra di dubbio che Media Defender:

    1) ha creato un sito di ricerca di file torrent (miivi.com, ora defunto) per intrappolare e perseguire penalmente chiunque scaricasse materiale protetto da copyright tramite i loro tracker.
    2) ha ripetutamente distribuito in rete milioni di file torrent “spam” per scoraggiare il traffico peer-to-peer (e molto probabilmente continua a farlo).

La prima reazione di Media Defender all’accaduto è stata quella, quasi prevedibile, del cease-and-desist a tutti i siti che indicavano come scaricare le mail. I risultati però non sono stati all’altezza delle attese, come si evince dalla risposta dei responsabili di Meganova:

    “Dearest little asstunnels,

    Let me start off by thanking you for your pitiful attempt to have your e-mails removed from the entire internet.
    In case you haven’t noticed, this site is located in Europe (I hope you can point it out on a map) where your stupid copyright claims have no base. But fair is fair, you guys did suffer over the past week so here’s bit of advice to you:

    Fuck you!
    Fuck you again!
    Fuck you again and again and again!”

Non bastasse la derisione, e arriviamo al punto, è di ieri la notizia che The Pirate Bay avvierà un’azione legale contro 10 multinazionali, tra cui Twentieth Century Fox, Sony e Universal, basandola su quanto emerge dal contenuto delle email:

    “Thanks to the email-leakage from MediaDefender-Defenders we now have proof of the things we’ve been suspecting for a long time; the big record and movie labels are paying professional hackers, saboteurs and dosers to destroy our trackers.

    While browsing through the email we identified the companies that are also active in Sweden and we have tonight reported these incidents to the police. The charges are infrastructural sabotage, denial of service attacks, hacking and spamming, all of these on a commercial level.”

Scommetto ci sarà di che divertirsi.

Aggiornamento:
Ne parla anche Punto Informatico

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L’ateismo nella scienza è un pericolo, è una minaccia per l’umanità

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sentita al TG3:

l’ateismo nella scienza è un pericolo, è una minaccia per l’umanità

firmato Joseph Alois Ratzinger

ovvio, senza scienza (libera dai dogmi religiosi) è difficile costruire una società credulona e che non si accorga delle contraddizioni fra il predicato e il praticato, e quelle insite anche nella religione stessa.

Se poi vogliamo dirla tutta, non vedo come la libertà di culto (che include anche l’ateismo, non è mica obbligatorio credere in un dio) possa essere una minaccia per l’umanità. Anche in questo si vede l’intolleranza del papa cattolico.

per approfondire leggete qui

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Una delle principali obiezioni all’evoluzionismo spazzata via da un parassita

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Una delle obiezioni poste all’evoluzionismo è la presunta lentezza con cui le mutazioni genetiche vengono selezionate dalla pressione ambientale fino a determinare la nascita di un nuovo gene utile, e di nuove utili funzionalità negli organismi. Non solo: l’obiezione in questione comprende anche l’apparente impossibilità che si possa formare dal nulla un gene funzionale senza che prima codici genetici senza senso possano danneggiare l’organismo.

Tali obiezioni sono state spesso sollevate dai sostenitori del disegno intelligente, una versione modificata del creazionismo, in cui un’intelligenza non meglio specificata avrebbe disegnato l’evoluzione, troppo complessa da essere un processo spontaneo. Che poi i sostenitori del disegno intelligente siano tutti cristiani è ovviamente un caso, e l’intelligenza a cui fa riferimento non è necessariamente il dio cristiano, anche se è probabile che lo sia.

A queste ed altre obiezioni risponde Telmo Pievani senza problemi e con estrema precisione nel suo libro “Creazione senza Dio” (ed. Einaudi) Ma a questa obiezione in particolare si aggiunge un’ulteriore tassello che demolisce completamente la sua legittimità. E’ stato infatti scoperto un parassita batterico che ha “donato” l’interno proprio codice genetico al proprio ospite (un moscherino della frutta), probabilmente regalando a quest’ultimo nuove funzionalità prima assenti.

Era già risaputo che i batteri potessero scambiarsi frammenti di codice genetico, ma uno scambio di un intero codice genetico fra un batterio e un moscherino (molto più in alto nella scala evolutiva) è l’ultima conferma che l’evoluzione può compiere balzi improvvisi che incrementano quindi la velocità di evoluzione ma soprattutto gli organismi possono acquisire nuove funzionalità senza attraversare periodi con frammenti inutili o dannosi di codice genetico.

Riporto l’articolo de La Stampa che spiega questa scoperta molto importante:

Scienziati della Rochester University e del J. Craig Venter Institute (Usa) hanno scoperto una copia dell’intero genoma di un parassita batterico, il wolbachia, all’interno del genoma della specie ospitante il microrganismo, un moscerino della frutta (Drosophila ananassae). Uno dentro l’altro come matrioske. I risultati dei loro studi, riportati su “Science”, suggeriscono che il trasferimento dei geni fra specie diverse, ad esempio fra batteri e organismi multicellulari, può accadere molto più frequentemente di quanto si pensasse in passato e gettano nuova luce sulla storia dell’evoluzione: la più importante implicazione è che questo “passaggio” di geni permette alle varie specie di acquisire nuove funzioni in maniera estremamente veloce.

Il team di esperti ha sottoposto a screening sistematici un campione di moscerini, rilevando che quasi tutti i geni del wolbachia si erano fusi con quelli degli insetti. A questo punto, per isolare il genoma dei moscerini da quello dei parassiti, gli studiosi hanno sottoposto i primi a una cura antibiotica con l’obiettivo di uccidere i wolbachia.

Per confermare l’efficacia della terapia, è stato effettuato un test su campioni di Dna degli insetti: con loro grande sorpresa, gli scienziati hanno rilevato ancora la presenza di diversi geni appartenenti ai parassiti. «Questa ricerca - evidenzia Jack Werren, che ha guidato gli esperimenti - mostra un fenomeno che fino a poco tempo fa i genetisti negavano. Ora, però, non potranno fare a meno di prendere atto di questa scoperta».

«È un eccezionale nuovo caso di “parassitismo” che potremmo definire parassitismo genomico - commenta la notizia il genetista Giuseppe Novelli dell’Università Tor Vergata di Roma - uno spettacolare esempio di ingegneria genetica fatta dalla natura e senza l’intervento umano, che potrebbe oltretutto suggerisci nuove tecniche di terapia genica».

La Wolbachia, spiega Novelli, è un parassita diffusissimo tra gli insetti ed è stato talmente abile nel creare il rapporto di simbiosi con le mosche da aver addirittura acquisito la capacità di regolarne i rapporti riproduttivi. Infatti la Wolbachia, che infetta anche gli organi riproduttivi degli insetti e riesce a passare da una generazione all’altra, ne ha straordinariamente sconvolto la vita riproduttiva.

«Anche nel nostro Dna - ricorda Novelli - ci sono molte tracce di Dna di antichi retrovirus che sono rimasti integrati nei nostri geni e hanno anche assunto funzioni regolatorie per noi vantaggiose, ma la vera novità qui è che un intero genoma si è integrato, ed è stato accettato dal Dna dell’insetto nonostante le sue dimensioni non indifferenti». «Quindi vuol dire - continua Novelli - che il Dna di Wolbachia non ha creato danni all’insetto, anzi potrebbe avergli trasmesso delle nuove vantaggiose funzioni». Ed è quello che l’equipe di Werren sta ora cercando di scoprire. Quel che è certo, rileva Novelli, è che questo trasferimento di geni tra specie potrebbe essere una forza evolutiva non indifferente, capace di accelerare l’evoluzione e l’emergenza di nuove specie.

[via uaar]

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Prima la gente poi i brevetti: vittoria!

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Avevamo parlato tempo fa di una petizione lanciata da Medici senza Frontiere per chiedere a alla compagnia farmaceutica Novartis di fermarsi e di rinunciare all’azione giudiziaria contro il Governo Indiano. Novartis aveva infatti fatto causa al Governo Indiano perché permette la produzione di farmaci generici dai costi contenuti. Se avesse vinto, milioni di persone in tutto il mondo potrebbero perdere l’unica fonte di medicinali a prezzi accessibili.
Ebbene, il ricorso è stato respinto e medici senza frontiere ha spedito questa e-mail a tutti i firmatari della petizione:

Carissimo sostenitore,

Da parte di tutto lo staff di Medici Senza Frontiere vogliamo ringraziarti personalmente di aver aderito alla petizione di Medici Senza Frontiere per chiedere a Novartis di rinunciare alla causa intentata contro il Governo Indiano.

Come forse avrai già saputo, lunedì 6 agosto, la Corte Indiana ha respinto il ricorso della multinazionale Svizzera.

La Novartis aveva trascinato in giudizio il Governo Indiano per forzarlo a modificare la legge indiana sui brevetti in modo da ottenere una più facile e più ampia protezione della proprietà intellettuale per i suoi prodotti. Novartis affermava che la legge indiana – che consente entro certi limiti la produzione di versioni generiche di alcuni medicinali essenziali - non rispetta le regole fissate dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. Ma queste lamentale sono state giudicate prime prive di fondamento dall’Alta Corte di Chennay.

La sentenza della Corte indiana è un grande sollievo per tutti i medici e i pazienti che nei Paesi in via di sviluppo dipendono dagli equivalenti generici e di qualità d e i farmaci salva-vita prodotti in India a prezzi accessibili per i Paesi più poveri.

Questa decisione avrà un impatto diretto su molte medicine che sono essenziali nei nostri progetti. Per esempio, l’India potrà evitare di riconoscere i brevetti su alcuni farmaci di nuova generazione cruciali per la terapia dell’HIV: in questo modo le industrie indiane potranno avviare la produzione di equivalenti generici e la concorrenza contribuirà ad abbassare i prezzi.

Abbiamo appreso con piacere che Novartis non intende opporsi alla sentenza e chiediamo alla multinazionale di astenersi da ogni ulteriore tentativo di far dichiarare illegittima la legge indiana.

Non ci illudiamo che questa sentenza possa risolvere il problema dell’accesso ai farmaci: c’è ancora molto da fare per abbassare i prezzi dei farmaci salvavita esistenti e per stimolare lo sviluppo di nuove medicine e test diagnostici disperatamente necessari. Ma la tua firma e quelle delle altre 420mila persone che hanno aderito hanno creato un movimento globale che ha aiutato l’India a mantenere il suo ruolo di “farmacia dei Paesi poveri”.

Grazie di cuore per il sostegno!

Tido von Schoen-Angerer ,
Direttore della Campagna per l’accesso ai farmaci essenziali, Médecins
Sans Frontières

Christophe Fournier ,
Presidente Internazionale di Médecins Sans Frontières

Raffaella Ravinetto ,
Presidente di Medici Senza Frontiere Italia

P.S. Per maggiori informazioni sulla causa e per alter notizie consulti
ill nostro sito www.medicisenzafrontiere.it
o www.accessmed-msf.org

Forse, finalmente, il mondo comincia a capire che le persone non sono solo clienti che se non possono pagare allora non hanno nessun diritto.

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Scoprire le evasioni fiscali grazie a Google Earth

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Cito un articolo di downloadblog:

Evadi le tasse sulle proprietà terriere? In Argentina (ma l’idea in effetti potrebbe essere esportata un po’ dappertutto) un funzionario provinciale addetto a “scovare” gli evasori fiscali ha deciso di utilizzare il software di mappe Google Earth per controllare se la grandezza degli appezzamenti di terra dichiarata dai proprietari è effettivamente corretta (oppure, in caso contrario, se hanno provato a evadere, dichiarando meno).

Lo stesso sistema è già in uso a Buenos Aires per controllare villette e palazzi. Non male, no?

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Accuse infondate sul file sharing: la RIAA comincia a pagare

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Era da tempo che si aspettava il momento in cui la RIAA, ovvero la SIAE statunitense, cominciasse a pagare le spese processuali per quegli imputati ingiustamente accusati di aver condiviso file illegalmente. Il prossimo passo è di far risarcire alle major quello che in Italia si chiama danno esistenziale, ovvero tutte le preoccupazioni e lo stress accumulato che ha provocato la distruzione dalla pace quotidiana a causa delle cause intentate dalla RIAA. Insomma, difendere i propri diritti va bene, anche se su certe leggi sul diritto d’autore ci si potrebbe discutere. Ma fare sciacallaggio per spillare soldi a degli innocenti, no. Mai.

Ecco la notizia completa tratta da Punto Informatico:
Roma - Aumentano i casi in cui l’efficacia legale delle denunce delle corporazioni della musica contro utenti peer-to-peer viene messa a dura prova, ed aumentano anche i casi in cui RIAA, l’associazione delle major di settore, viene messa sul banco degli imputati.

Nel clamoroso caso RIAA vs. Foster, in cui la donna accusata da RIAA di violazione del copyright ha vinto il caso in tribunale vanificando gli sforzi delle major ed anzi dimostrando l’inconsistenza delle accuse, il giudice ora ha deciso che RIAA dovrà compensare con quasi 70mila dollari le spese legali sostenute da Debbie Foster.

Si tratta in assoluto, negli USA, della prima volta che le major vengono condannate a pagare le spese legali di una persona denunciata perché, a loro avviso, ma non ad avviso del giudice, si era intrattenuta illegalmente con le piattaforme di sharing.

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Quando lo Stato viola la legge: il caso “Operazione: Pretofilia”

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Quando Luca Volontè ha chiesto la rimozione di Operazione: Pretofilia dai server di Molleindustria, fu invocato il decreto Gentiloni e il gioco fu rimosso. Ma bisogna innazitutto precisare che il decreto Gentiloni riguarda la pedopornografia, e non la pedofilia. Di conseguenza riguarda il filtraggio dei soli siti di pedopornografia. Le legge punisce la pedopornografia “virtuale” come quella “reale” (anche se con uno sconto di pena). Secondo la legge stessa la pedopornografia “virtuale” consiste in “Immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse”. Quindi non si tratta vera e propria “virtualità” (in senso informatico) ma “fotomontaggi” che utilizzano parti reali e non solamente realistiche. Se ne deduce che l’immagine incriminata del videogioco Operazione: Pretofilia non viola in alcun modo il decreto Gentiloni tramite il quale il sito di Molleindustria è stata costretta ad eliminare i file incriminati. Infatti l’immagine, contenuta nel gioco, del cosiddetto stupro pedofilo da parte di un prete non è affatto un fotomontaggio. Eccola:

Stupro pedofilo o no?

Di seguito un articolo di Punto-Informatico che spiega in dettaglio le questioni relative agli ultimi casi di censura elettronica in relazione alla pedofilia, di cui prima di tutto citiamo la conclusione:

Constatare che la legge, nel primo caso, è stata violata dallo Stato è molto triste, qualunque siano le motivazioni.
La legalità non può morire così.

Ecco il resto dell’articolo: Continua a leggere ‘Quando lo Stato viola la legge: il caso “Operazione: Pretofilia”’

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USA, le email sono protette dalla Costituzione, come la posta ordinaria

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Una sentenza, destinata a fare storia, mette sullo stesso piano email e posta ordinaria, garantendo ad entrambe una riservatezza che, nel caso delle email, era fin troppo facile violare. Ora, da parte delle autorità, per poter leggere in contenuto di una email, sarà necessario un mandato di un giudice, emesso prima. Per approfondire consiglio la lettura di questo articolo di Punto Informatico:

Il caso Warshak contro Stati Uniti è destinato forse a cambiare per sempre la giurisprudenza americana: con una sentenza a sorpresa un giudice della Sesta Corte Federale ha accettato il ricorso contro l’intercettazione della propria corrispondenza telematica presentato dal querelante Steven Warshak, noto per la sua discutibile attività di compravendita di prodotti legati al sesso e altrove sotto processo a causa di presunte frodi e appropriazione indebita.

Ad essere stata bocciata è una legge nota con il nome di SCA (Stored Communication Act), utilizzata fino ad oggi dagli investigatori per giustificare l’accesso alle caselle online di Warshak. Secondo i magistrati questa norma è incostituzionale e pertanto andrebbe cancellata.
Continua a leggere ‘USA, le email sono protette dalla Costituzione, come la posta ordinaria’

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