Inchiesta sulla Bill & Melinda Gates Foundation

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Una Fondazione che dona per risolvere certi problemi nel mondo e investe in industrie che creano quegli stessi problemi. Al netto delle spese e delle entrate Bill Gates e sua moglie vanno in pareggio, i problemi non si risolvono, e loro (e la Microsoft) ci guadagna in pubblicità. Senza rischiare che la risoluzione del problema dell’AIDS in Africa rischi di non mettere più in piena luce l’impegno dei Gates. E infatti, per evitare questo rischio, finanziano le compagnie farmaceutiche che mantengono alti i prezzi delle medicine per i malati di AIDS.

Da PI

Un’inchiesta del LA Times mette in difficoltà i coniugi Gates e la Fondazione più ricca del mondo. Le sue attività benefiche comprenderebbero investimenti controversi ad impatto ambientale e sanitario gravissimo

Il Los Angeles Times ha realizzato un approfondito reportage su quelli che qualcuno definisce “imbarazzanti segreti” della Bill & Melinda Gates Foundation. Niente di sconvolgente, secondo gli esperti, ma spiacevole per il comune sentire. Si parla, ad esempio, del sostegno alla Sanità africana da parte della Fondazione, che però al contempo finanzierebbe le corporation dell’energia responsabili della contaminazione ambientale che quella Sanità combatte. Continua a leggere ‘Inchiesta sulla Bill & Melinda Gates Foundation’

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Interventi senza clamore

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Oggi il Ministro dell’Interno Giuliano Amato e il Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti sono stato operati l’uno al cuore (angioplastica delle coronarie) al Policlinico Tor Vergata di Roma, e l’altro alla prostata in una clinica sempre di Roma. Senza dover andare negli Stati Uniti, senza conferenze stampa dello staff medico e senza rientri trionfali come Silvio Berlusconi. Eppure si tratta di un Ministro e del Presidente della Camera, non Pinco e Pallino. Tutto nella norma, insomma.

Non è nella norma invece che SkyTg24, che ha dato la notizia di un ricovero di Gianfranco Fini per accertamenti, si sia guadagnata una denuncia per diffamazione da parte del leader di Alleanza Nazionale. Diffamazione? Sì, infatti in serata, è stato diffuso il comunicato stampa di Alleanza Nazionale:

La notizia diffusa da Sky in merito a presunti controlli medici che sarebbero stati effettuati dal presidente di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, in strutture ospedaliere, integra il reato di diffamazione in quanto falsa e lesiva della sua reputazione. Per questi motivi, l’onorevole Gianfranco Fini denuncerà quanto accaduto alle Autorità giudiziarie.

Caspita, che suscettibile! Rispondendo al telefono ad un giornalista dell’Ansa Fini ha dichiarato

Io sto a casa e sto benissimo, non ho fatto alcun controllo, nemmeno per idea. Anzi, se permette faccio gli scongiuri

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Berlusconi: pacemaker a Cleveland

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Facile essere a favore dei tagli alla spesa pubblica, quando si va a farsi operare allestero.

(fonte)

AGGIORNAMENTO: Berlusconi ha dichiarato: “Se mi fossi operato a Milano avrei ricevuto decine di richieste in clinica di persone che desideravano visitarmi. E sottrarmi sarebbe stato davvero maleducato”. Ecco il vero motivo! Ma che gentile.

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Prostitute, bambine e farmaci. Lo strano mondo del signor Savoia

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Attendendo conferme, smentite, richieste di archiviazione o condanne, chi lo sa, riportiamo un articolo di Repubblica sulle intercettazioni alla base dell’arresto di Vittorio Emanuele di Savoia, di suoi collaboratori, del sindaco di Campione d’Italia e dell’esponte di AN e portavoce di Gianfranco Fini, Salvo Sottile. Intanto il figlio Emanuele Filiberto, che rimane in Francia, aveva dichiarato che il padre Vittorio era malato ma viene smentito da un check-up e le guardie monarchiche del Pantheon si traferiscono a Potenza da “Sua Altezza” definendo le accuse “infamanti e miserabili”. Certamente lo sono anche i reati corrispondenti. E Vittorio trova anche il tempo di parlare male dei sardi e di Giuliana Sgrena

“Il ‘capo’ avrebbe preferito una bionda e ha giudicato 200 euro eccessivi per la prestazione”: è il commento che due collaboratori di Vittorio Emanuele di Savoia si scambiano dopo l’incontro fra il principe e una prostituta, che loro stessi avevano organizzato, a Milano.

E’ solo una delle tante intercettazioni telefoniche che sono tra gli elementi dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Vittorio Emanuele di Savoia e dei suoi presunti complici.

L’episodio si riferisce all’accusa - contestata a Vittorio Emanuele, Ugo Bonazza, Gian Nicolino Narducci e Giuseppe Rizzani - di aver favorito la prostituzione. Gli incontri, documentati nell’ordinanza di custodia cautelare, sarebbero avvenuti in Italia e all’estero: l’ accusa al principe è quella di aver sempre chiesto ai suoi collaboratori di trovargli una prostituta. Bonazza, Narducci e Rizzani si mettono all’opera: contattano le donne, chiedono a quanto ammonta “l’onorario” (in un’ occasione, 300 euro) e curano i dettagli dell’incontro, cioè l’ora e il luogo.

In un caso, la richiesta della prostituta (mille euro) viene giudicata troppo alta; in un altro l’incontro salta per iniziativa di un collaboratore di Vittorio Emanuele, “preoccupato dalle maldicenze che girano sul suo conto sull’ isola di Cavallo”.

Le bambine. “Speriamo che ci sian delle belle bambine, così le s…”, dice Gian Nicolino Narducci, stretto collaboratore di Vittorio Emanuele, al principe, che ribatte subito: “Subito, sì, urlando!”.

E’ quanto emerge dall’intercettazione telefonica di un colloquio fra Narducci e il principe, che discutono della partecipazione di Vittorio Emanuele ad una manifestazione filantropica, nel settembre dello scorso anno. Durante l’evento, sarebbero stati raccolti fondi a favore di un’ associazione milanese che assiste minorenni vittime di abusi sessuali e maltrattamenti in famiglia. Continua a leggere ‘Prostitute, bambine e farmaci. Lo strano mondo del signor Savoia’

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Veronesi sulle droghe: meglio educare che proibire

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“Liberalizzare le droghe pesanti fa calare il numero dei tossicodipendenti”. Umberto Veronesi, ex ministro della Salute, commenta, in un’intervista al settimanale Grazia, il dibattito sulle “stanze del buco”, i luoghi attrezzati con personale sanitario e già attivi in diverse città europee per tenere sotto controllo le tossicodipendenze.

Veronesi spiega che il risultato emerge da uno studio condotto dall’università di Zurigo: “L’esperimento è iniziato nel 1991, quando la Svizzera ha cominciato un programma di somministrazione controllata di eroina. Se dieci anni fa i neoconsumatori erano 850, oggi la cifra è scesa a 150 (l’82% in meno). Secondo gli autori dello studio, questi dati dimostrano che la politica ‘liberale’ sulla droga della Svizzera non ha provocato la tanto temuta ‘banalizzazione’ del consumo di eroina, cioè il rischio di usarla di più perché era più facile procurarsela“.

“Al contrario - continua Veronesi - la dipendenza da eroina è diventata sempre più un problema medico e ha perso la sua immagine di ‘atto di ribellione’. I risultati di questa richiesta non mi meravigliano, già dopo un anno dalla legalizzazione dell’eroina per i tossicodipendenti gravi, all’inizio degli anni Novanta, il governo elvetico aveva ottenuto una riduzione del 20% dei morti per overdose”.

Poi aggiunge: “Questo dimostra che la legalizzazione delle droghe ha effetti positivi. Intendiamoci, io sono contro tutti gli stupefacenti, ma penso che non sia con il proibizionismo che si risolva il problema. Siamo tutti contrari alle droghe, leggere o pesanti, nessuno dice che fanno bene. Ma abbiamo soltanto due scelte davanti a noi: proibire o educare“. Continua a leggere ‘Veronesi sulle droghe: meglio educare che proibire’

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La fine dell’omeopatia

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Rimedi omeopaticiL’editoriale di “Lancet“, una delle più autorevoli riviste mediche al mondo, ha un titolo che sembra definitivo: “La fine dell’omeopatia“. Il principe Carlo farà un salto sulla sedia, visto che ha appena commissionato uno studio per convincere il governo a investire di più nella medicina alternativa. E con lui decine di milioni fra medici e pazienti filo-omeopatici nel mondo avranno una brutta sorpresa.
Lancet pubblica una ricerca dell’università di Berna, secondo la quale una sperimentazione incrociata dimostra che i farmaci omeopatici hanno un’efficacia solo illusoria, pari a quella del placebo, e cioè dell’acqua fresca. Difficile immaginare che i seguaci della medicina fondata alla fine del ‘700 dal dottor Samuel Hahnemann, a questo punto, facciano ammenda e buttino nella spazzatura tinture e preparati ultra-diluiti. Ma certo quello inferto dal dottor Matthias Egger e dai suoi colleghi è un duro colpo.
I ricercatori svizzeri hanno comparato i risultati di 110 trattamenti omeopatici con altrettante somministrazioni di farmaci convenzionali, in un ampio spettro di situazioni, dalle affezioni respiratorie alla chirurgia. Hanno scoperto che l’omeopatia non ha effetti più rilevanti del placebo Continua a leggere ‘La fine dell’omeopatia’

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Crocifissa perché posseduta

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Lello Scorzelli  - Monumento a Paolo VI  - Cattedrale di Brescia - Crocefisso sulla terminazione del pastorale 1981-1984Siamo nel 2005 d.C. se non sbaglio. Eppure esiste ancora così tanto isterismo religioso e scietticismo nei riguardi della scienza che una monaca ortodossa rumena, Maricica Irina Cornici, malata di schizofrenia ha dovuto subire un esorcismo nel proprio convento perché ritenuta dal pope ortodosso posseduta da Satana. L’ordine del pope è stato quindi la crocifissione, prontamente eseguito da alcune monache e durata 3 giorni.

E’ morta così, per insufficienza cardio-respiratoria, a 23 anni, una ragazza malata a cui è stata applicata una terapia religiosa anziché una terapia medica.

L’incriminazione è stata di sequestro e omicidio per cinque religiosi in tutto. Ma la cosa più sconcertante è che al momento dell’arrivo di alcuni rapprensentanti della Chiesa ortodossa (mandati per privare il pope del diritto di officiare la messa), il pope e alcuni cittadini del villaggio hanno aggredito i religiosi e si sono barricati all’interno del convento.

Per maggiori dettagli riportiamo l’articolo del Corriere Canadese. Continua a leggere ‘Crocifissa perché posseduta’

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La legge anti-fumo va in fumo

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Gianfranco FiniSul blog L’Indipendente ho trovato una interessante riflessione sull’articolo di Repubblica Palazzo Chigi, oasi della sigaretta senza Sirchia il divieto va in fumo. Credo che Dario de Judicibus, direttore di tale blog, abbia perfettamente ragione nel suo articolo; infatti credo che sia vergognoso, sia per Gianfranco Fini, ministro storicamente crociato anti-droga, che per Roberto Calderoli, ministro menefreghista della legalità (vedi la vicenda della taglia nell’articolo Calderoli: Nessuno può permettersi di toccare un padano), violare proprio nelle sedi istituzionali la legge Sirchia anti-fumo. Faccio notare che nella Lega ci fu anche chi fece vilipendio alla bandiera e non fu punito, chi fece apologia di reato (per quanto riguarda le azioni pro-secessione) e non fu punito. Forse il problema è l’intoccabilità sostanziale dei parlamentari. Per analogia si può citare una recente battuta di Paolo Hendel: “Berlusconi va avanti per il suo cammino, non lo ferma nessuno… è inarrestabile“.

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Farmaci di fascia C: AGCM contro Storace

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FarmaciIn relazione all’azione del neoministro della Salute Francesco Storace, avevamo pubblicato l’articolo Liberalizzare il prezzo dei farmaci in fascia C: i farmacisti insorgono. Oggi pubblichiamo l’articolo apparso su Il nuovo Riformista riguardo il parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato sul decreto sui farmaci di fascia C (qui il testo del parere dell’AGCM). Se venisse ascoltata allora il decreto andrebbe decisamente cambiato. Ma pare che il ministro non gradisca.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ieri si è pronunciata sul recente decreto Storace in materia di farmaci di fascia C a prezzo libero, e lo ha fatto in maniera a nostro giudizio esemplare. Non solo perché si è espressa a favore di un allargamento delle maglie della distribuzione del farmaco, proponendo di rendere possibile la vendita dei farmaci da banco nei supermercati e nell’intera catena della grande distribuzione, il che comporterebbe l’accrescimento della concorrenza in un segmento del mercato che ne ha un gran bisogno, tenutone com’è stato al riparo dal comportamento collusivo di quei “monopolisti innaturali” che sono i signori farmacisti Continua a leggere ‘Farmaci di fascia C: AGCM contro Storace’

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I 4 quesiti

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Logo Comitato per il SìAll’indomani dell’ammissione dei 4 quesiti referendari da parte della Corte Costituzionale, pubblicammo una breve descrizione di tali quesiti nell’articolo Ammissibili 4 referendum su 5.

Per quanto riguarda il fatto tecnico del voto-non voto ci preme sottolineare che quando si tratta di elezioni politiche, cioè il dare potere ai partiti, la Presidenza del Consiglio ci viene a stanare anche con gli SMS, mentre quando si tratta di decidere in prima persona su una legge ci invitano a fregarcene, ad astenerci, ad andare al mare (come sottolineato spesso dai Radicali e in particolare da Daniele Capezzone). Salvo poi dire (ormai quasi tutti lo ammettono) che effettivamente la legge è sbagliata e che la modificheranno in parlamento dopo il fallimento del referendum. Vogliamo fidarci o agire come cittadini consapevoli che i politici non mantengono spesso le loro promesse (vedi legge Urbani)? Possiamo votare come meglio crediamo, in scienza e coscienza, ma perché rinunciare al nostro diritto di voto ed affidare il miglioramento delle leggi alle promesse dei politici?

Infine qualcuno ci spieghi che senso ha la campagna “Sulla vita non si vota“, sia tramite centinaia di migliaia di manifesti di propaganda in giro per l’Italia, sia sul web (qui, ad esempio), fatta per sostenere l’astensionismo, quando il loro motto-slogan “Sulla vita non si vota” è in netta contraddizione con ciò che i parlamentari che ora vogliono l’astensionismo hanno fatto in precedenza: hanno votato questa legge. Vorrebbero forse insinuare che solo i parlamentari, e non i cittadini, hanno il diritto di esprimere il loro voto su tali questioni? E che diciamo dei tanti scienziati come il premio Nobel Renato Dulbecco o l’ex Ministro della Sanità Umberto Veronesi, con i lori forti, regionati e consapevi ? Davvero contano meno queste opinioni di quelle di Pierferdinando Casini e Marcello Pera? O del recliclato neoministro della Salute Francesco Storace (il quale afferma che parlare ora di cambiare la legge sull’aborto aiuta i sì alla fecondazione, meglio aspettare il fallimento del quorum)?

Ma ora, mentre ferve la campagna di informazione, che purtroppo spesso sfocia in una campagna elettorale, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza riportando quanto spiegato dal Comitato Referendum Continua a leggere ‘I 4 quesiti’

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