Oblio di Stato: vietato parlare di Bruto

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Oggi Marco Travaglio, nel suo Passaparola, ha parlato della proposta di legge sul cosiddetto Oblio di Stato. Argomento molto interessante: se mi permettete, riassumo e poi faccio qualche esempio divertente.

L’onorevole Lussana ha proposto un disegno di legge (qui il pdf) per cui, dopo un certo periodo di tempo, si dovrebbe rimuovere da internet tutto ciò che ha a che fare con le indagini, il processo e le eventuali condanne di un cittadino (con esclusione dei condannati all’ergastolo o per genocidio, terrorismo internazionale o strage, o per chi ha esercitato cariche pubbliche in caso di reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni).

All’articolo 1, comma 1, lettera e, si fissa il periodo di tempo a “venticinque anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta e’ superiore a venti anni di reclusione.”. Un esempio: la pagina di wikipedia alla voce Pietro Maso dovrà, 8 anni, essere cancellata per sempre, pena una multa fino a 100.000 euro.

E negli anni a venire anche tutte le pagine in cui si è parlato dei delitti di Cogne o di Novi Ligure. Ovviamente, se approvato, il provvedimento riguarda anche delitti passati, anche dopo la morte del criminale.

Quindi guai a voi a parlare delle malefatte di qualsiasi criminale del passato, compreso Bruto: l’assassino di Cesare, prima fruitore dell’amnistia, poi fuggiasco e mai processato, rientra infatti perfettamente nei requisiti della disegno di legge sull’oblio.

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Il Vaticano sembra volere che nascano più disabili, non che ne vengano abortiti di meno.

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“La convenzione Onu sui diritti dei disabili, circa 650 milioni nel mondo, entrata in vigore l’8 maggio scorso, è il primo trattato sui diritti umani del terzo millennio ed è stato approvato dall’assemblea generale dell’Onu nel 2006. Il Vaticano ha partecipato attivamente ai lavori per la stesura del testo, durati cinque anni. Per poi non firmarlo perchè il documento non ha inserito un divieto esplicito nei confronti dell’aborto. Il Vaticano ritiene infatti “tragico che una imperfezione del feto possa essere una condizione per praticare l’aborto”, come riconosce una Convenzione il cui obiettivo è “proteggere le persone con disabilità da tutte le discriminazioni riguardo all’esercizio dei loro diritti”. L’articolo 10 della Convenzione, però, prevede espressamente il diritto alla vita per le persone disabili ed impegna gli Stati a mettere in atto le misure perché questo accada.” (Repubblica)

Diciamo che se una Nazione riconosce “persona” un feto oppure solo un neonato, che siano disabili o meno, sempre persona con diritti fondamentali è. E se la persona ha diritto alla vita, allora non c’è bisogno di specificare il divieto all’aborto. Mi sa tanto che, come al solito, dietro questo ennesimo “no” ci siano ragioni politiche ed economiche, dal momento che pochi disabili nel mondo significano anche minori entrate per la Chiesa. Altrimenti non si spiegherebbe la contemporanea avversità nei confronti delle diagnosi prenatali che, talvolta, permettono ad un feto disabile di nascere sano. In poche parole, i cattolici sembrano volere che nascano più disabili, non che ne vengano abortiti di meno.

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Austria, reclusa e violentata dal padre in 24 anni ha dato alla luce sette figli

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Austria, reclusa e violentata dal padre, in 24 anni ha dato alla luce sette figli, però, nonostante questo e nonostante le innumerevoli statistiche che dicono chiaramente che le violenze sessuali avvengono principalmente in casa e da parte di familiari… ebbene, c’è chi da ancora palesemente per scontato che sia tutta colpa degli immigrati. Quelli che prima erano extracomunitari ma ora non lo sono più.

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Bernardo Provenzano non avrebbe mai permesso ad un falso dentista di operare, un servizio delirante sul TG2 delle 13.00

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“Forse, quando era il capo dei capi a controllare il territorio, lui non l’avrebbe permesso. E certamente non avrebbe, anzi sicuramente non avrà, mai utilizzato un falso dentista per farsi curare. Sta di fatto che proprio a Corleone, regno incontrastato per 40 anni di Bernardo Provenzano, il capo dei capi di Costa Nostra appunto e di Totò Reina, i Carabinieri hanno scoperto uno studio dentistico gestito da due falsi medici.”

Complimenti.
Su Rai 2 passa il concetto che la Mafia garantisce la legalità meglio dello Stato. Se c’è il problema dei falsi dentisti a Corleone è solo perché Provenzano è finito in galera.
Speriamo che esca presto, o che venga degnamente sostituito. Così i giovani siciliani, con i denti cariati, non rischieranno di vedere la propria bocca rovinata da mani inesperte.
Ma è questo il messaggio che passa? la mafia più efficente dello Stato?
Eppure non è così, perché non sono i dentisti professionisti quelli a cui è consentito operare dalla mafia, ma quelli che pagano il pizzo. Forse era questo che il giornalista avrebbe dovuto sottolineare.

Il serivizio è di un tale Dario Celli. (lo trovate su raiclick, a metà Tg)

Tratto da Terrorpilot, dopo una mia segnalazione.

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Laico: se lo conosci lo eviti, se non lo conosci è meglio

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Due pubblicità progresso della sembra bravissima Paola Cortellesi, andati in onda a Parla con me di Serena Dandini.

Notare soprattutto le tazzine laiche.

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L’Amore non ha Sesso, parte seconda: Gigi d’Alessio, Anna Tatangelo ed Elio

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Forse qualcuno voi si ricorderà dell’articolo che ho scritto qualche mese fa e che si intitolava Di ritorno dal Gay Pride: “L’Amore non ha Sesso”. Ovviamente non sono stato il primo a coniare l’espressione L’Amore non ha Sesso, ma è probabile che fra i 4291 lettori dell’articolo ci fosse Gigi d’Alessio. Al Festival San Remo, ho saputo, Anna Tatangelo ha infatti cantato una canzone intitolata Il mio amico. Questo brano include un verso che recita proprio la frase “L’Amore non ha Sesso”. Scrivendo tale frase su Google, il mio articolo di giugno scorso appare in seconda posizione, dopo un post che parla proprio della canzone della Tatangelo. Giusto per provare ad immaginare una certa ispirazione.

Ora, a parte la bellissima parodia musicale di Elio e le Storie Tese (via Giavasan), è una canzone che fa riflettere. C’è davvero l’intenzione di sfatare un tabù, di sollecitare alla tolleranza, di accentuare l’accettazione nei confronti degli omosessuali? Forse. Purtroppo però ci sono alcuni versi che sono lo specchio di una morale distorta, nonostante l’amicizia che lega Anna al suo parrucchiere omosessuale, tale Claudio. Intanto, incidentalmente, questa canzone fa passare l’equazione gay = truccatore e parrucchiere. Ma pazienza potremmo dire. Dopo di che, ci si potrebbe chiedere l’esatto significato della frase “non sa che anche tu sei uguale a noi”. A noi chi? Noi, quelli normali? Una frase che rasenta l’omofobia e che fa pensare ad una canzone solo falsamente impegnata. E e si continua con “mi fa tanta tenerezza”, che sa tanto di “mi fa pena”.

Ad ogni modo spero che più che altro passi la probabile l’intenzione, la frase “L’Amore non ha Sesso”, e che si riesca a cambiare non solo le intenzioni delle persone, ma anche la loro visione del mondo. Forse servirà una nuova generazione. Un’altra.

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Berlusconi assolto grazie ad una legge fatta da Berlusconi

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Processo Sme. Udienza lampo di appena 15 minuti, l’accusa aveva chiesto la prescrizione, la difesa ha invece ottenuto il proscioglimento. Perché il falso in bilancio non è più reato penale. La depenalizzazione era stata varata dal governo presieduto dall’imputato, Silvio Berlusconi.

La legge che depenalizza il falso in bilancio è stata una delle prime cosiddette “leggi ad personam” approvate dal passato governo Berlusconi. Il provvedimento è diventato infatti operativo già dal gennaio 2002 grazie a un decreto varato a tempo di record dall’allora ministro della Giustizia Roberto Castelli.

Nel processo la posizione di Silvio Berlusconi era stata stralciata da quella degli altri sei imputati, compresi il senatore Cesare Previti e il giudice Squillante, in seguito all’approvazione del “Lodo Schifani”, un’altra delle cosiddette “leggi ad personam” (successivamente dichiarata incostituzionale) che introduceva l’immunita per le cinque più alte cariche dello Stato (fonte).

Ovviamente in tutto ciò non vi è conflitto di interessi. Il Governo Berlusconi e Silvio Berlusconi, infatti, non erano in conflitto, ma volevano entrambi la stessa cosa.

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Bossi: “O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

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Telegiornali e giornali online riportano tutti le parole di Umberto Bossi

“O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

ma senza soffermarsi a dare un minimo giudizio. Senza chiedersi come mai Bossi possa ormai permettersi di dire qualsiasi cosa, o contro l’unità nazionale o a favore di azioni criminali e violente.

Mi chiedo: se non gli vogliamo dare peso, perché tutti i telegiornali e i giornali online ne riportano le parole? Se ormai Bossi fosse solo un vecchio rimbambito, un povero pazzo isolato e scellerato, perché mai allora ha una tale risonanza mediatica?

E se invece non è così, allora vuol dire che queste parole hanno un qualche peso reale, e che il rischio di un’azione violenta da parte dei leghisti esiste. E facciamo finta di niente? Nessun arresto?
L’istigazione a delinquere, anzi, la pianificazione o l’organizzazione di azioni violente e sovversive non rientra nell’immunità parlamentare.

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Chi ha ucciso più persone nella Bibbia? Dio o Satana?

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Che ci crediate o no, ci sono persone, qui in Italia e all’estero, che non solo sono Cristiane, ma prendono anche la Bibbia come loro Libro Sacro. Le chiamano Sacre Scritture. Sono invocate, recitare, citate e prese ad esempio, quindi, per forza di cose, tale testo è, per loro, affidabile, una guida morale, e racconta fatti importanti e utili a capire il volere del Signore Iddio e tante altre belle cose così.

Ebbene, un simpatico blogger si è preso la briga di contare quante uccisioni sono state attribuite, in questo libro sacro, a Dio e a Satana. Contando esattamente le cifre indicate nella Bibbia, questo è il risultato:

  • Dio: 2.270.365
  • Satana: 10

Chi ha ucciso più persone nella Bibbia? Dio o Satana?

Qui trovate una lista delle persone uccise da Dio, ognuna con il riferimento biblico in cui vengono uccise. Una lista più dettagliata fornisce una stima del numero di persone uccise quando, nella Bibbia, non vengono fornite cifre precise come ad esempio quando il Diluvio Universale sterminò l’intera popolazione mondiale salvando solo la famiglia di Noé. L’autore di tale ricerca, Steve Wells (autore anche di Skeptic’s Annotated Bible), spiega che, secondo Wikipedia, si stima che fossero 30 milioni gli esseri umani presenti all’epoca dei fatti leggendari. Queste stime portano il computo totale delle vittime di Dio e di Satana a:

  • Dio: 32,9 milioni
  • Satana: 10

Adesso né lui né io vogliamo insinuare che Dio è cattivo e che Satana è buono. E nemmeno che tutte le vittime sono veramente morte per causa divina. Ma ditemi se la Bibbia può essere una buona base di insegnamento per i nostri figli. Se un bambino a Catechismo possa apprendere davvero una buona educazione e una buona morale avendo tra le mani un tale libro.

N.B.: non venitemi a raccontare che Satana, avendo tentato Eva, ha indirettamente causato la morte di tutte le persone da quel momento in poi. Perché è ben chiaro dalla Genesi che fu di Dio la decisione di condannare alla morte gli uomini. Oltre ovviamente ad aver creato lui il serpente (molto dopo identificato con Satana, ovvero Lucifero, ad ogni modo anche lui creato da Dio) e ad aver dato agli uomini il potere di peccare.

Chissà cosa ne pensa il caro Papa teologo grande intellettuale che tutti dovrebbero ascoltare e soprattutto lasciar parlare, tal Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger. Giuro, ma vorrei tanto che venisse su questo blog a scrivere un commento per spiegarci la ragione divina di milioni di vittime raccontante dal suo Libro Sacro. Ratzy, ti prego (sic!), commenta.

Grazie al Leviatano per la segnalazione

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Ratzinger non viene all’Università. Lesa la libertà di parola?

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No. Nonostante quello che dicano il Rettore, la CEI, Prodi, Berlusconi, Paolo Mieli, Mussi e tanti altri politici. Senza dilungarsi: se il Papa bussa a casa mia sono obbligato a farlo entrare per ascoltare quello che vuole dirmi? No. Se il Rettore ha poi un potere formale superiore agli stessi studenti, è semplicemente una stortura della storia, dal momento che dovrebbero essere gli studenti a decidere, direttamente. Almeno così nacquero le università: studenti che decisero di pagare i professori.

Ma soprattutto. Come si fa a ledere la libertà di parola di una persona che ha mille altre occasioni e luoghi in cui esprimersi, come dimostrano i quotidiani servizi sui telegiornali che riportano opinioni e dichiarazioni del pontefice? Ad esempio il TG1 di questa sera: 16 minuti di servizi sul papa che non va all’università, di cui solo 2 minuti di dichiarazioni degli studenti manifestanti, preceduti da 3 interviste a 3 studenti ben vestiti, allibiti e dispiaciuti per il forfait papale.

Le dichiarazioni di politici e giornalisti è sembrata una gara a chi difendeva di più la libertà di parola di qualcuno che non ha bisogno di essere difeso. Sembrava di sentire il ritornello di Berlusconi che, padrone di non so quante emittenti televisive (almeno 3 analogiche e 7 digitali), denunciò durante la campagna elettorale di essere stato imbavagliato.

Un consiglio al Ratzinger amareggiato per le proteste: che ce lo faccia sapere al più presto ciò che avrebbe voluto dirci all’università. Se erano dichiarazioni così importanti non conta dove vengono fatte. Chissà, magari noialtri potremmo imparare qualcosa di utile.

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