Bossi: “O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

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Telegiornali e giornali online riportano tutti le parole di Umberto Bossi

“O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

ma senza soffermarsi a dare un minimo giudizio. Senza chiedersi come mai Bossi possa ormai permettersi di dire qualsiasi cosa, o contro l’unità nazionale o a favore di azioni criminali e violente.

Mi chiedo: se non gli vogliamo dare peso, perché tutti i telegiornali e i giornali online ne riportano le parole? Se ormai Bossi fosse solo un vecchio rimbambito, un povero pazzo isolato e scellerato, perché mai allora ha una tale risonanza mediatica?

E se invece non è così, allora vuol dire che queste parole hanno un qualche peso reale, e che il rischio di un’azione violenta da parte dei leghisti esiste. E facciamo finta di niente? Nessun arresto?
L’istigazione a delinquere, anzi, la pianificazione o l’organizzazione di azioni violente e sovversive non rientra nell’immunità parlamentare.

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Pistola elettrica usata per errore su un nero, diabetico, da sette poliziotti statunitensi

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Fa orrore l’uso di pistole elettriche, o taser, da parte delle forze dell’ordine statunitensi (che avviene ormai da anni), le quali riducono spesso in uno stato di immobilità e di incoscienza la vittima, dopo aver provato acutissimo dolore. Amnesty International lamenta che dal 2001 siano morte 142 persone colpite dai taser. I promotori di quest’arma sostengono che è molto utile e molto meno letale di altre. Ma come al solito dipenda da da chi le usa. In Texas, infatti, la pistola elettrica è stata usata per errore su un nero, diabetico, da sette poliziotti. Ecco l’intera vicenda descritta da un post di Punto-Informatico:

I taser, le pistole elettriche diffuse ormai da tempo presso le forze di polizia statunitensi, continuano a far parlare di sé. Una triste vicenda accaduta in Texas infatti riporta all’attenzione delle cronache il rischio di abusi connesso con l’impiego di questi strumenti ad alta tecnologia, noti come “arme non letali”.

Gli avvenimenti li ricostruisce The Register, quelli relativi alla richiesta di soccorso al 911, il numero delle emergenze, da parte di un residente locale, un 52enne diabetico.

Il primo a presentarsi dopo la richiesta di soccorso è stato un poliziotto, che ha poi chiesto ulteriore supporto. Una volta presenti sei o sette poliziotti, per ragioni che vanno ancora appurate, questi hanno utilizzato i taser contro l’uomo, uno shock elettrico dopo il quale è stato ammanettato. La situazione è tornata alla “normalità” solo con l’arrivo dell’ambulanza: i medici si sono presi cura del paziente e hanno chiesto e ottenuto la rimozione delle manette.

Nessuna denuncia è stata sporta dalla polizia contro l’uomo il quale, invece, sta sollevando un polverone ritenendosi, lui di colore, vittima di un episodio razzista e inaccettabile. Una prima indagine condotta dal distretto locale di polizia ha dichiarato che l’uso del taser è avvenuto “nell’ambito di quanto previsto dalle policy” della polizia. Ma la storia non finisce qui, l’avvocato dell’uomo preannuncia battaglia.

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Più facile comprare un fucile che un cd

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Negli Stati Uniti è sempre stato facilissimo procurarsi armi a volontà. Mentre negli ultimi decenni è sempre più difficile rivendere cd usati. Per comprarsi un arma basta aspettare 3 giorni e in alcuni stati (ad esempio la Florida) si può uscire dal negozio con quante armi vuoi, senza alcun limite.
Se invece si vuole rivendere un cd usato, il negoziante ti dovrà chiedere un documento d’identità, prendere le tue impronte digitali,
registrare l’acquisto con tutti i dati che individuano te e l’oggetto e
tenerne copia per qualche anno. Alla fine ti potrà pagare, ma non più
con soldi veri: solo con buoni acquisto. Il negozio poi per rivendere
il tuo cd dovrà aspettare almeno un mese.

L’articolo completo lo trovate qui. Ma non posso fare a meno di riportarne la frase di chiusura:

Di certo c’è che se esci di casa e ti è più semplice comprare un kalashnikov piuttosto che “Abbey Road” dei Beatles, beh, allora vuol dire che il mondo sta girando dalla parte sbagliata. E sempre più in fretta.

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i videogame non incitano alla violenza, anzi

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Avevamo parlato del modo con cui i media fraintendono spesso e volentieri il mondo dei videogiochi, non solo accusandolo di essere diseducativi, ma anche travisandone completamente le trame di alcuni, allo scopo, nemmeno tanto velato, di ingigantirne i contenuti violenti.

Uno studio però, afferma che non solo i videogiochi non incitano alla violenza, ma che sono uno strumento salutare di evasione, che quindi contribuisce a sfogare quegli istinti violenti che sono naturalmente presenti in tutti noi e che altrimenti rischierebbero di trovare sfogo verso altri esseri umani. Ne parla in questo articolo, Punto Informatico:

Oggi è il giorno in cui il videogaming non viene dipinto come la malattia ma come la cura: ad affermarlo è un sondaggio organizzato dal British Board of Film Classification, l’ente d’oltremanica che si occupa anche dei bollini che indicano la fascia di età consigliata sui titoli videoludici distribuiti nel Regno Unito.

La ricerca si è svolta intervistando tutte le categorie coinvolte: giocatori di tutte le età, rappresentanti dell’industria e giornalisti specializzati hanno risposto a domande su come scegliere quale videogioco giocare, si è tenuto conto dell’opinione dei genitori, della violenza nei videogame e dell’impatto che questa avrebbe nei comportamenti dei player.

Alcune conclusioni: sebbene si inizi ad età sempre minori a giocare con console e PC, i videogame non causano dipendenza né incitano alla violenza. I consumatori sarebbero infatti ben consci della differenza esistente tra finzione e realtà, e i più giovani ritengono addirittura spiacevole che in certi titoli a prevalere sia “il cattivo”. In molti poi pongono l’accento sui benefici derivanti dal gioco, come strumento per alleviare lo stress quotidiano o per allenare la coordinazione occhio-mano. Continua a leggere ‘i videogame non incitano alla violenza, anzi’

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I robot distruggano altri robot

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Ma per uccidere un umano siano autorizzati da un umano. Fanno discutere le nuove… leggi della robotica presentate da un ingegnere della ricerca militare statunitense Da PuntoInformatico:
robot impiegati in battaglia devono poter scegliere e distruggere i propri obiettivi liberamente. Ma solo se si tratta di altri robot. Se gli obiettivi sono umani, invece, devono ricevere un input da remoto da parte di un “operatore” umano.

Si può sintetizzare così il senso di un documento, definito un concept, con cui John Canning, ingegnere della divisione di ricerca del Naval Surface Warfare Centre, sta facendo parlare di sé: queste “regole” di combattimento, a suo dire, devono servire da ispirazione per le future generazioni di robot guerrieri.
Continua a leggere ‘I robot distruggano altri robot’

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Fallujah: la strage nascosta

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Dall’inchiesta di RaiNew24: Gli americani hanno iniziato la guerra in Iraq con la scusa di cercare le armi di distruzione di massa. Ma le hanno usate loro. Il video, con immagini molto impressionanti è disponibile in italiano qui (in formato wmv).

Dopo la guerra in Vietnam fu vietato l’uso del napalm ma ora gli americani usano l’MK 77, che ha gli stessi identici effetti sulle persone. E non solo. Hanno anche lanciato dagli elicotteri il cosiddetto fosforo bianco, che brucia e fonde i corpi. Dal servizio di Sigfrido Ranucci, che ne dimostra gli usi e gli effeti, ecco un estratto:

Ho sentito io l’ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah . Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie”.
È questa la tremenda testimonianza di Jeff Englehart, veterano della guerra in Iraq. “Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini- ha aggiunto l’ex militare statunitense-il fosforo esplode e forma una nuvola, chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato”.
Testimoni hanno visto “una pioggia di sostanze incendiarie di vario colore che, quando colpivano, bruciavano le persone e anche quelli che non erano colpiti avevano difficoltà a respirare”, racconta Mohamad Tareq al-Deraji, direttore del centro studi per i diritti umani di Fallujah.

Grazie a Francesco per la segnalazione.

AGGIORNAMENTO Continua a leggere ‘Fallujah: la strage nascosta’

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Sparagli Piero

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National Rifle AssociationNell’ultima puntata dell’interessantissima serie di statistiche sull’uso delle armi negli States pubblicata su L’Indignato (e gentilmente fornita a Indignato dal lettore Jolly Roger, con dati del 2002), Alberto Puliafito scrive:

Ogni giorno, sui soliti 176 milioni di Americani rincoglioniti da American Idol, 8 minorenni sono uccisi da armi da fuoco.
Otto. Ogni giorno.
56 la settimana.[…]
In un anno, 14600 RAGAZZINI si pigliano un proiettile da qualche parte, 2900 muoiono. Più o meno il doppio di un anno di guerra in Iraq. Ho capito perchè si arruolano. Laggiù sono più al sicuro.

E’ solo il 15esimo punto di una mini-inchiesta intotolata Sparagli Piero (da un verso della canzone “La guerra di Piero” di Fabrizio De Andrè) e che consiglio vivamente di leggere con attenzione. Concludo questo articolo citando amaramente, dalla seconda puntata del dossier, una statistica. La rivolgo a quelle persone che vorrebbero acquistare un’arma per difendere se stessi e la propria famiglia e che se fossero dotate di buon senso non avrebbero nemmeno bisogno di sapere che le statistiche dicono che: “…è più facile uccidere un parente o se stessi che non colpire un nemico”.

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Cina, Ciampi: Togliere l’embargo sulle armi

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Carlo Azeglio CiampiDurante la visita ufficiale a Pechino (Beijing), il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si abbandona a dichiarazioni sconcertanti. Visto che nel mondo ci sono poche armi, sarebbe meglio togliere l’embargo alla Cina (invece che bloccare tutto il commercio mondiale di armi) e appoggiare qualsiasi azione repressiva da parte del governo cinese nei confronti di eventuali spinte indipendentiste di Taiwan (o del Tibet già che ci siamo).

“L’Italia ha sempre sostenuto il partenariato strategico tra Unione Europea e Cina. Con questo spirito ho confermato al Presidente Hu Jintao che l’Italia guarda con favore all’abolizione dell’embargo sull’esportazione delle armi e lavora attivamente per renderela possibile” Continua a leggere ‘Cina, Ciampi: Togliere l’embargo sulle armi’

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USA: cacciatori litigano, 5 morti e 3 feriti

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Caccia il CacciatoreErano a caccia di cervi, ma per un banale litigio si sono sparati tra di loro. Bilancio: cinque morti e tre feriti [sito consigliato: Caccia il Cacciatore]. E’ successo nel Wisconsin Continua a leggere ‘USA: cacciatori litigano, 5 morti e 3 feriti’

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