Oblio di Stato: vietato parlare di Bruto

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Oggi Marco Travaglio, nel suo Passaparola, ha parlato della proposta di legge sul cosiddetto Oblio di Stato. Argomento molto interessante: se mi permettete, riassumo e poi faccio qualche esempio divertente.

L’onorevole Lussana ha proposto un disegno di legge (qui il pdf) per cui, dopo un certo periodo di tempo, si dovrebbe rimuovere da internet tutto ciò che ha a che fare con le indagini, il processo e le eventuali condanne di un cittadino (con esclusione dei condannati all’ergastolo o per genocidio, terrorismo internazionale o strage, o per chi ha esercitato cariche pubbliche in caso di reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni).

All’articolo 1, comma 1, lettera e, si fissa il periodo di tempo a “venticinque anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta e’ superiore a venti anni di reclusione.”. Un esempio: la pagina di wikipedia alla voce Pietro Maso dovrà, 8 anni, essere cancellata per sempre, pena una multa fino a 100.000 euro.

E negli anni a venire anche tutte le pagine in cui si è parlato dei delitti di Cogne o di Novi Ligure. Ovviamente, se approvato, il provvedimento riguarda anche delitti passati, anche dopo la morte del criminale.

Quindi guai a voi a parlare delle malefatte di qualsiasi criminale del passato, compreso Bruto: l’assassino di Cesare, prima fruitore dell’amnistia, poi fuggiasco e mai processato, rientra infatti perfettamente nei requisiti della disegno di legge sull’oblio.

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Austria, reclusa e violentata dal padre in 24 anni ha dato alla luce sette figli

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Austria, reclusa e violentata dal padre, in 24 anni ha dato alla luce sette figli, però, nonostante questo e nonostante le innumerevoli statistiche che dicono chiaramente che le violenze sessuali avvengono principalmente in casa e da parte di familiari… ebbene, c’è chi da ancora palesemente per scontato che sia tutta colpa degli immigrati. Quelli che prima erano extracomunitari ma ora non lo sono più.

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Bernardo Provenzano non avrebbe mai permesso ad un falso dentista di operare, un servizio delirante sul TG2 delle 13.00

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“Forse, quando era il capo dei capi a controllare il territorio, lui non l’avrebbe permesso. E certamente non avrebbe, anzi sicuramente non avrà, mai utilizzato un falso dentista per farsi curare. Sta di fatto che proprio a Corleone, regno incontrastato per 40 anni di Bernardo Provenzano, il capo dei capi di Costa Nostra appunto e di Totò Reina, i Carabinieri hanno scoperto uno studio dentistico gestito da due falsi medici.”

Complimenti.
Su Rai 2 passa il concetto che la Mafia garantisce la legalità meglio dello Stato. Se c’è il problema dei falsi dentisti a Corleone è solo perché Provenzano è finito in galera.
Speriamo che esca presto, o che venga degnamente sostituito. Così i giovani siciliani, con i denti cariati, non rischieranno di vedere la propria bocca rovinata da mani inesperte.
Ma è questo il messaggio che passa? la mafia più efficente dello Stato?
Eppure non è così, perché non sono i dentisti professionisti quelli a cui è consentito operare dalla mafia, ma quelli che pagano il pizzo. Forse era questo che il giornalista avrebbe dovuto sottolineare.

Il serivizio è di un tale Dario Celli. (lo trovate su raiclick, a metà Tg)

Tratto da Terrorpilot, dopo una mia segnalazione.

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Bossi: “O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

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Telegiornali e giornali online riportano tutti le parole di Umberto Bossi

“O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

ma senza soffermarsi a dare un minimo giudizio. Senza chiedersi come mai Bossi possa ormai permettersi di dire qualsiasi cosa, o contro l’unità nazionale o a favore di azioni criminali e violente.

Mi chiedo: se non gli vogliamo dare peso, perché tutti i telegiornali e i giornali online ne riportano le parole? Se ormai Bossi fosse solo un vecchio rimbambito, un povero pazzo isolato e scellerato, perché mai allora ha una tale risonanza mediatica?

E se invece non è così, allora vuol dire che queste parole hanno un qualche peso reale, e che il rischio di un’azione violenta da parte dei leghisti esiste. E facciamo finta di niente? Nessun arresto?
L’istigazione a delinquere, anzi, la pianificazione o l’organizzazione di azioni violente e sovversive non rientra nell’immunità parlamentare.

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Miccichè: una storia raccapricciante ma purtroppo vera

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Le dichiarazioni dissennate di Micchiché, che è riuscito a dire che intitolare l’aereoporto di Palermo a Falcone e Borsellino intristisce i viaggiatori perché gli ricordano la mafia… ma pensa, io credevo che Falcone e Borsellino ricordassero le lotta alla mafia! La vignetta che vedere in apertura è un estratto di una grande (in tutti i sensi) striscia di Albo che potete trovare nel post intitolato “Ultimora 25 XL - Falcone e Borsellino” e sottotitolato Magari questo titolo per il post di oggi intristirà qualcuno. Assolutamente da non perdere per ironia e profondità… altro che le sciocchezze di Miccichè.

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Uomo morde cane: i pirati denunceranno l’antipirateria illegale

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Non è la prima volta che le società di antipirateria (RIAA in testa) si comportano in modo palesemente illegale o, quando va bene, semplicemente immorale. Questa però è la prima volta in cui, concretamente, una organizzazione che da anni sfida l’antipirateria (rifugiandosi in paesi in cui le leggi sul diritto d’autore sono meno soffocanti) può intentare una causa contro tali società e per i loro mandanti (le case discografiche, ad esempio). Ecco i dettagli in un rarissimo articolo senza immagine di Giavasan:

Come molti di voi già sapranno, la settimana scorsa sono diventate accidentalmente di pubblico dominio 700 megabyte di email scambiate all’interno di Media Defender, una compagnia creata al solo scopo di combattere la pirateria in rete.
Dalle mail si evince senza ombra di dubbio che Media Defender:

    1) ha creato un sito di ricerca di file torrent (miivi.com, ora defunto) per intrappolare e perseguire penalmente chiunque scaricasse materiale protetto da copyright tramite i loro tracker.
    2) ha ripetutamente distribuito in rete milioni di file torrent “spam” per scoraggiare il traffico peer-to-peer (e molto probabilmente continua a farlo).

La prima reazione di Media Defender all’accaduto è stata quella, quasi prevedibile, del cease-and-desist a tutti i siti che indicavano come scaricare le mail. I risultati però non sono stati all’altezza delle attese, come si evince dalla risposta dei responsabili di Meganova:

    “Dearest little asstunnels,

    Let me start off by thanking you for your pitiful attempt to have your e-mails removed from the entire internet.
    In case you haven’t noticed, this site is located in Europe (I hope you can point it out on a map) where your stupid copyright claims have no base. But fair is fair, you guys did suffer over the past week so here’s bit of advice to you:

    Fuck you!
    Fuck you again!
    Fuck you again and again and again!”

Non bastasse la derisione, e arriviamo al punto, è di ieri la notizia che The Pirate Bay avvierà un’azione legale contro 10 multinazionali, tra cui Twentieth Century Fox, Sony e Universal, basandola su quanto emerge dal contenuto delle email:

    “Thanks to the email-leakage from MediaDefender-Defenders we now have proof of the things we’ve been suspecting for a long time; the big record and movie labels are paying professional hackers, saboteurs and dosers to destroy our trackers.

    While browsing through the email we identified the companies that are also active in Sweden and we have tonight reported these incidents to the police. The charges are infrastructural sabotage, denial of service attacks, hacking and spamming, all of these on a commercial level.”

Scommetto ci sarà di che divertirsi.

Aggiornamento:
Ne parla anche Punto Informatico

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Petizione: Class Action anche in Italia, contro la pedolifia, ma non solo

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Il caso della diocesi di Los Angeles che ha recentemente pagato 660 milioni di dollari alle 508 vittime di pedofilia nell’arco di 60 anni, è la dimostrazione di come una azione di classe (class action) sia l’unico sistema per un gruppo di persone povere per far valere i propri diritti. Ovviamente non sono solo i casi di abusi sessuali su minori che beneficerebbero di tale istituto. Il caso di Erin Brockovich (poi divenuto un film) ne è un altro esempio. E in Italia? Bisogna firmare una petizione promossa dall’Italia dei Valori e da molte associazioni civili. Qui la petizione on-line, mentre sul blog di Jacopo Fo troverete ulteriori informazioni. Ecco un estratto esplicativo:

La vittima “tipo” del reato di pedofilia, in Italia e altrove nel mondo e’ spesso individuata dagli aguzzini negli strati marginali della societa’, nei ceti meno abbienti, insomma tra i poveri. Una vittima povera e’ “ideale” perche’ normalmente non ha la possibilita’ di reagire ai soprusi con una causa legale, troppo costosa, troppo lunga.
Dove esiste la “Class Action” le vittime non abbienti possono reagire in gruppo ottenendo quasi sempre risarcimenti e cospicue compensazioni economiche per i danni subiti dal medesimo criminale: la class action e’ infatti gratuita, essendo le spese processuali totalmente a carico degli avvocati che tutelano gli interessi del gruppo di vittime (”la classe”), inoltre e’ rapida ed efficace, in quanto normalmente (ben
oltre l’80% dei casi) si risolve con una conciliazione amichevole “pre-giudiziale”, ovvero un accordo tra le parti che avviene addirittura prima dell’inizio del processo vero e proprio, evitando cosi’ la possibilita’ dei corsi e ricorsi processuali (nei vari gradi di giudizio) e di conseguenza abbreviando drasticamente i tempi e i costi della giustizia.

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Curiosamente Sofri, fra guardie giurate e rom

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Ecco un motivo per leggere Sofri, quello giovane.

Curiosamente, dopo che una guardia giurata italiana ha ucciso una donna serba per gelosia, non è nato l’allarme sul pericolo guardie giurate violente per le donne straniere

ed eccone un altro

“La situazione dei napoletani è semplice: non lavorano per scelta, preferiscono rubare per continuare a vivere da nullafacenti e nell’illegalità, davanti a un incendio fuggono lasciando morire i propri figli”. Lo ha detto Tiziana Maiolo ieri, impunemente: nessuno scandalo paragonabile a quello nato per esempio dopo le cretinate di Caruso. Solo perché non ha detto “napoletani”, ma “zingari”.
Sul nostro rapporto con i rom, c’è una bella analisi di Mario Marazziti sulla Stampa

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Saggezza popolare: ecco perché la gente si butta sotto la metropolitana

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Oggi pare che una donna si sia suicidata gettandosi sotto la metropolitana di Roma.
Ero sull’autobus di ritorno a casa quando sento due signore che ne parlano: una dispiaciuta, l’altra indignata.
Quella dispiaciuta chiede “Ma come è possibile!?”… nemmeno una vera domanda, una frase fatta, un’esclamazione di disappunto più che una richiesta di spiegazioni. Ma la signora indignata non coglie la retorica e comincia la sua personalissima spiegazione dell’accaduto:

E’ ovvio, già ci sono i criminali nostri, poi arrivano pure quelli extracomunitari, poi questo governo li fa uscire tutti dalle carceri! Le leggi ci sono ma non vengono applicate! E ovvio che poi una impazzisce e si butta sotto la metropolitana!

E così ho capito, grazie alla saggezza popolare, perché la gente si butta solo la metropolitana: non per colpa del governo o degli extracomunitari, ma per colpa della saggezza popolare!

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Scoprire le evasioni fiscali grazie a Google Earth

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Cito un articolo di downloadblog:

Evadi le tasse sulle proprietà terriere? In Argentina (ma l’idea in effetti potrebbe essere esportata un po’ dappertutto) un funzionario provinciale addetto a “scovare” gli evasori fiscali ha deciso di utilizzare il software di mappe Google Earth per controllare se la grandezza degli appezzamenti di terra dichiarata dai proprietari è effettivamente corretta (oppure, in caso contrario, se hanno provato a evadere, dichiarando meno).

Lo stesso sistema è già in uso a Buenos Aires per controllare villette e palazzi. Non male, no?

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