Bernardo Provenzano non avrebbe mai permesso ad un falso dentista di operare, un servizio delirante sul TG2 delle 13.00

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“Forse, quando era il capo dei capi a controllare il territorio, lui non l’avrebbe permesso. E certamente non avrebbe, anzi sicuramente non avrà, mai utilizzato un falso dentista per farsi curare. Sta di fatto che proprio a Corleone, regno incontrastato per 40 anni di Bernardo Provenzano, il capo dei capi di Costa Nostra appunto e di Totò Reina, i Carabinieri hanno scoperto uno studio dentistico gestito da due falsi medici.”

Complimenti.
Su Rai 2 passa il concetto che la Mafia garantisce la legalità meglio dello Stato. Se c’è il problema dei falsi dentisti a Corleone è solo perché Provenzano è finito in galera.
Speriamo che esca presto, o che venga degnamente sostituito. Così i giovani siciliani, con i denti cariati, non rischieranno di vedere la propria bocca rovinata da mani inesperte.
Ma è questo il messaggio che passa? la mafia più efficente dello Stato?
Eppure non è così, perché non sono i dentisti professionisti quelli a cui è consentito operare dalla mafia, ma quelli che pagano il pizzo. Forse era questo che il giornalista avrebbe dovuto sottolineare.

Il serivizio è di un tale Dario Celli. (lo trovate su raiclick, a metà Tg)

Tratto da Terrorpilot, dopo una mia segnalazione.

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Miccichè: una storia raccapricciante ma purtroppo vera

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Le dichiarazioni dissennate di Micchiché, che è riuscito a dire che intitolare l’aereoporto di Palermo a Falcone e Borsellino intristisce i viaggiatori perché gli ricordano la mafia… ma pensa, io credevo che Falcone e Borsellino ricordassero le lotta alla mafia! La vignetta che vedere in apertura è un estratto di una grande (in tutti i sensi) striscia di Albo che potete trovare nel post intitolato “Ultimora 25 XL - Falcone e Borsellino” e sottotitolato Magari questo titolo per il post di oggi intristirà qualcuno. Assolutamente da non perdere per ironia e profondità… altro che le sciocchezze di Miccichè.

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Condanna a Dell’Utri confermata in appello

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La terza Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a 2 anni di reclusione inflitta già in primo grado a Marcello Dell’Utri, così come a Vincenzo Virga. Il senatore di Forza Italia e il coimputato sono stati giudicati colpevoli di tentata estorsione nell’ambito della vicenda che vede al centro la pallacanestro Trapani.

Secondo l’accusa negli anni ‘90 Publitalia sponsorizzò la squadra versando 1 miliardo e mezzo al presidente della società, Vincenzo Garraffa, per poi minacciarlo al fine di riavere indietro la metà della somma versata, pari a 750 milioni delle vecchie lire.

(via adnkronos e terrorpilots)

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L’ammazzasentenze torna al lavoro

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Dal blog di Ivan Scalfarotto:

L’Italia sembra un casino, ma in realtà c’è tutta una rassicurante coerenza nelle cose che succedono a casa nostra. Vi eravate forse stupiti di vedere Andreotti nel 2007 decidere i destini del paese? Sarà stato perché vi eravate persi la notizia del reintegro nelle sue funzioni di Corrado Carnevale, il famoso giudice ammazzasentenze, quello diventato famoso per la pratica di mandare liberi i capi mafiosi annullando le sentenze di condanna per omicidi e stragi a causa di vizi formali. Ecco, il giudice Carnevale - già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, condanna poi annullata dalla Cassazione - a 78 anni comincia una nuova carriera: in applicazione della legge, ora che l’hanno reintegrato resterà in servizio fino all’età di ottantatrè anni.

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Veronesi sulle droghe: meglio educare che proibire

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“Liberalizzare le droghe pesanti fa calare il numero dei tossicodipendenti”. Umberto Veronesi, ex ministro della Salute, commenta, in un’intervista al settimanale Grazia, il dibattito sulle “stanze del buco”, i luoghi attrezzati con personale sanitario e già attivi in diverse città europee per tenere sotto controllo le tossicodipendenze.

Veronesi spiega che il risultato emerge da uno studio condotto dall’università di Zurigo: “L’esperimento è iniziato nel 1991, quando la Svizzera ha cominciato un programma di somministrazione controllata di eroina. Se dieci anni fa i neoconsumatori erano 850, oggi la cifra è scesa a 150 (l’82% in meno). Secondo gli autori dello studio, questi dati dimostrano che la politica ‘liberale’ sulla droga della Svizzera non ha provocato la tanto temuta ‘banalizzazione’ del consumo di eroina, cioè il rischio di usarla di più perché era più facile procurarsela“.

“Al contrario - continua Veronesi - la dipendenza da eroina è diventata sempre più un problema medico e ha perso la sua immagine di ‘atto di ribellione’. I risultati di questa richiesta non mi meravigliano, già dopo un anno dalla legalizzazione dell’eroina per i tossicodipendenti gravi, all’inizio degli anni Novanta, il governo elvetico aveva ottenuto una riduzione del 20% dei morti per overdose”.

Poi aggiunge: “Questo dimostra che la legalizzazione delle droghe ha effetti positivi. Intendiamoci, io sono contro tutti gli stupefacenti, ma penso che non sia con il proibizionismo che si risolva il problema. Siamo tutti contrari alle droghe, leggere o pesanti, nessuno dice che fanno bene. Ma abbiamo soltanto due scelte davanti a noi: proibire o educare“. Continua a leggere ‘Veronesi sulle droghe: meglio educare che proibire’

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Arrestato Provenzano

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Bernando ProvenzanoDopo 43 anni di latitanza, è stato arrestato Bernardo Provenzano a Corleone da parte della Polizia di Palermo con il coordinamento della Direzione Centrale AntiCrimine. La corferma che si tratti veramente del superlatitante è stata data grazie all’analisi del DNA.

Provenzano, nato nel 1933, sostituì Riina a capo della Mafia quando quest’ultimo fu arrestato. Pendono su Provenzano 3 ergastoli con sentenza definitiva.

Bernando Provenzano dopo l'arresto
Questa è la prima foto di Provenzano dopo l’arresto (fonte della foto La Repubblica).

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E adesso ammazzateci tutti

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E adesso ammazzateci tutti

Ieri mattina a Locri una manifestazione contro la ‘ndrangheta, in ricordo di Francesco Fortugno, il vicepresidente della Calabria assassinato durante le primarie dell’Unione.

Il presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi, riferendosi ai tanti giovani intervenuti alla manifestazione, ha detto: “La vostra risposta un esempio per tutti”.

Lo slogan che ha colpito maggiormente è stato “E adesso ammazzateci tutti”, frase corraggiosa, forte, un esempio per tutti, appunto.

Sono convinto che chiunque abbia il coraggio di andare a manifestare contro la mafia con striscioni con scritta tale frase o abbia il coraggio di passeggiare per il centro delle città con indosso una maglietta che riporti tale provocazione, non subirà mai il potere della paura, e sarà veicolo di un cambiamento profondo nella società.

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Parlare di mafia? Un’offesa alla Sicilia

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Cuffaro, Berlusconi, Schifani, La Loggia, ecceteraIl centrodestra si scaglia contro la puntata di Report andata in onda sabato alle 21. «La mafia che non spara»: un tema che agli esponenti della Casa delle Libertà non piace. Soprattutto a quelli che governano la Sicilia. E soprattutto se, fra le altre cose, si parla degli intrecci fra malavita e politica.

La prima denuncia è di Renato Schifani, siciliano e presidente dei senatori forzisti: «La trasmissione di ieri, infatti, ha prodotto un ulteriore gravissimo danno alla Sicilia - aggiunge - poiché ha descritto con una prospettiva unicamente mafiosa una regione che invece è assai complessa e le cui caratteristiche non sono frazionabili». La mafia come aspetto marginale della realtà siciliana. O forse la mafia come totem e tabù. Il ministro [per gli Affari Regionali] La Loggia, anche lui siciliano e forzista è addirittura minaccioso: «Da siciliano esprimo amarezza e indignazione. Sentimenti che aumentano quando constato che, da parte dei parlamentari, politici ed amministratori siciliani di opposizione non è venuta analoga reazione. Un fatto che la dice lunga sul livello di attaccamento alla loro terra!».

Difendere l’onorabilità della terra a ogni costo, anche a costo di nascondere la sua realtà Continua a leggere ‘Parlare di mafia? Un’offesa alla Sicilia’

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