Pistola elettrica usata per errore su un nero, diabetico, da sette poliziotti statunitensi

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Fa orrore l’uso di pistole elettriche, o taser, da parte delle forze dell’ordine statunitensi (che avviene ormai da anni), le quali riducono spesso in uno stato di immobilità e di incoscienza la vittima, dopo aver provato acutissimo dolore. Amnesty International lamenta che dal 2001 siano morte 142 persone colpite dai taser. I promotori di quest’arma sostengono che è molto utile e molto meno letale di altre. Ma come al solito dipenda da da chi le usa. In Texas, infatti, la pistola elettrica è stata usata per errore su un nero, diabetico, da sette poliziotti. Ecco l’intera vicenda descritta da un post di Punto-Informatico:

I taser, le pistole elettriche diffuse ormai da tempo presso le forze di polizia statunitensi, continuano a far parlare di sé. Una triste vicenda accaduta in Texas infatti riporta all’attenzione delle cronache il rischio di abusi connesso con l’impiego di questi strumenti ad alta tecnologia, noti come “arme non letali”.

Gli avvenimenti li ricostruisce The Register, quelli relativi alla richiesta di soccorso al 911, il numero delle emergenze, da parte di un residente locale, un 52enne diabetico.

Il primo a presentarsi dopo la richiesta di soccorso è stato un poliziotto, che ha poi chiesto ulteriore supporto. Una volta presenti sei o sette poliziotti, per ragioni che vanno ancora appurate, questi hanno utilizzato i taser contro l’uomo, uno shock elettrico dopo il quale è stato ammanettato. La situazione è tornata alla “normalità” solo con l’arrivo dell’ambulanza: i medici si sono presi cura del paziente e hanno chiesto e ottenuto la rimozione delle manette.

Nessuna denuncia è stata sporta dalla polizia contro l’uomo il quale, invece, sta sollevando un polverone ritenendosi, lui di colore, vittima di un episodio razzista e inaccettabile. Una prima indagine condotta dal distretto locale di polizia ha dichiarato che l’uso del taser è avvenuto “nell’ambito di quanto previsto dalle policy” della polizia. Ma la storia non finisce qui, l’avvocato dell’uomo preannuncia battaglia.

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Gianni De Gennaro, capo della polizia, destituito e indagato

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Gianni De Gennaro è stato destituito in giornata dal ruolo di capo della polizia e, in serata, si è sparsa la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sui fatti del G8 di Genova del 2001, quando la polizia fece irruzione nella scuola Diaz malmenando civili inermi, salvo poi costruire false prove (scoperte grazie al RIS di Parma) per giustificare tanta brutalità. L’ipotesi di reato è niente di me no che di istigazione alla falsa testimonianza.

Ecco come presenta la stampa queste due notizie:

Romano Prodi annuncia in Aula il cambio alla guida della polizia e subito si scatena la bufera. “E’ stato concordemente convenuto che il capo della Polizia, De Gennaro, sarà sostituito nel suo incarico al termine del suo settimo anno di mandato”, ha detto il premier. “Ennesimo atto di arroganza” gli ha subito risposto Pierferdinando Casini al quale non è bastata l’assicurazione giunta dal premier che il nuovo vertice della pubblica sicurezza sarà nominato “consultando l’opposizione”. Ma il ministro dell’Interno dice: “Polemiche fuori luogo”. (…) “In un Paese civile - gli risponde il capogrupo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena - verrebbe considerato scandaloso esempio di arroganza non il normale avvicendamento, dopo sette anni, del Capo della Polizia, De Gennaro, ma il fatto che il medesimo Capo della Polizia sia rimasto imperturbato al suo posto dopo una vicenda gravissima, che ha scandalizzato tutto il mondo, come quella di Genova nei giorni del G8 e che ancora ci resti dopo la confessione dell’ex vicequestore Fournier” (repubblica.it)

Gianni De Gennaro indagato nell’inchiesta sul G8 di Genova

ROMA - Il capo della Polizia, Gianni De Gennaro, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Genova nell’ambito dell’inchiesta sul G8. A quanto si è appreso da fonti ufficiose ma autorevoli, l’iscrizione, alcuni giorni fa, sarebbe stata fatta per l’ipotesi di reato di istigazione alla falsa testimonianza. (repubblica.it)

Ringrazio swampthing per la segnalazione.

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Delitto di Marsciano: due commenti amarissimi

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Due post amarissimi, cinici e sarcastici a commento delle ultime notizie sul delitto di Marsciano che vedrebbero Roberto Spaccino accusato dell’omicidio della moglie incinta. Commenti che non fanno ridere ma riflettere. E le riflessioni che ne scaturiscono dovrebbero, almeno in teoria, annullare completamente certi stereotipi sulle famiglie non tradizionali e sugli stranieri, perché non sono questi i veri e urgenti problemi della società se un marito può picchiare una moglie per anni e venire fermato solo quando la moglie è ormai morta.

da Macchianera: Tutti in piazza per il Family Dead: “Più tutela all’omicidio fondato sul matrimonio”:

Il giallo di Perugia lo conferma: la vera famiglia italiana è composta da un papà, una mamma e un agente del Ris. Evidentemente, nel matrimonio sono cambiate le regole d’ingaggio, ma le mogli non sono state avvertite. Cambiano i simboli del vincolo coniugale: per la donna la fede al dito, per l’uomo le manette ai polsi. Hanno ragione i teocon, non si può mettere sullo stesso piano una coppia gay e una coppia regolarmente sposata: è difficile che un omosessuale ammazzi di botte la moglie incinta. La Chiesa perdona Roberto Spaccino: «Barbara era perfettamente sana e non voleva morire: suo marito dunque non si è macchiato dell’abominevole crimine dell’eutanasia». Ma i vicini inveiscono contro l’uxoricida che ha messo in scena una rapina per nascondere il delitto: «Bastardo, se confessavi prima evitavamo di spendere una fortuna in antifurti». Domenica prossima grande manifestazione nazionale a Roma per protestare contro una magistratura relativista che si rifiuta di scaricare gli omicidi in famiglia al primo sbandato romeno a tiro.

dal blog di Alessandro Robecchi “Gli stranieri non hanno voglia di lavorare: italiani costretti ad ammazzarsi le mogli da soli”:

Iniziativa di protesta della Lega Nord a Marsciano, in Umbria. Una fiaccolata contro gli immigrati percorrerà le vie del paese. “La situazione è diventata insostenibile - ha detto un dirigente locale della Lega -. Vengono qui ma non hanno voglia di far niente e così tanti italiani sono costretti a sgozzare, strangolare o picchiare la moglie, tutto da soli”. “Questi immigrati - continua il responsabile della Lega Nord - non hanno rispetto e non danno mai una mano quando c’è bisogno. Ricordate Erika e Omar? Anche quei poveri ragazzi hanno dovuto ammazzare la mamma tutto da soli, e nemmeno un immigrato che gli abbia dato una mano [nota: in principio Erika aveva inventato un tentativo di rapina proprio ad opera di fantomatici albanesi]. E’ una vergogna!”

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Il video della BBC non è più disponibile

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Il video della BBC sottotitolato in italiano riguardante i preti pedofili e la censura vaticana non è più disponibile su Google Video. Altra censura? Probabilmente no, si tratterebbe solo di un sintomo dell’imminente messa in onda in Italia, ad opera di Michele Santoro su “Annozero”, forse già il prossimo giovedì. Staremo a vedere.

Intanto ecco l’articolo completo di punto-informatico, che approfondisce il tema:

Con un certo sconcerto in queste ore gli utenti italiani rilevano, e lo scrivono su forum e blog, che il video Sex Crimes and the Vatican che tanto scandalo ha provocato è stato rimosso da Google Video.

All’indirizzo a cui era reperibile fino a poche ore fa, il servizio della BBC, visto 600mila volte negli ultimi giorni (era il più popolare e discusso video presso l’utenza italiana), non è più disponibile. “Siamo spiacenti - si legge nella pagina che ne ha preso il posto - questo video non è disponibile”.
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La censura italiana sul video della BBC vista dalla BBC

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Avete sentito in televisione qualcuno che parli dello scandalo del video della BBC, che non si vuole far trasmettere in Italia? Qualcuno che riporti quello che la stampa commenta sulla diffusione in internet del suddetto video? Niente di niente. Viva la libertà di informazione! Ci tocca andare sul sito BBC News per sapere cosa sta succedendo in Italia, e noi ci andiamo.

In questo articolo, infatti, viene spiegata la paradossale situazione della censura italiana, che non permette una libera circolazione delle informazioni solo perché queste andrebbero contro gli interessi della Chiesa Cattolica. Cose che non accadrebbero mai in nessun altro paese che si vuol chiamare democratico.

L’articolo della BBC spiega come il giornalista Michele Santoro abbia chiesto alla RAI di acquistare i diritti per trasmettere il loro documentario sugli abusi sessuali nella Chiesa, e come un politico di destra Mario Landolfi (della commissione di vigilanza sulla RAI) abbia chiesto con “furore” che non venga trasmesso.

L’articolo prosegue spiegando che il filmato, trasmesso in Inghilterra nell’ottobre scorso (ben sette mesi fa), è stato sottotitolato in italiano e messo a disposizione in internet (qui, per chi volesse vederlo) e facendo notare come il quotidiano cattolico l’Avvenire abbia criticato aspramente i blogger italiani che hanno postato questo video sostenendo che si tratta di una “ignobile calunnia” (ne parla anche Reuters). Quindi secondo la stampa italiana, diffondere corrette informazioni è ignobile, tenetelo a mente la prossima volta che leggerete la classifica sulla libertà di stampa nel mondo e vi impressionerete di essere 61esimi dietro a Kiribati, Tuvalu, Nauru e Mali.

L’articolo della BBC arriva ad un obiettivo e, proprio per questo, assai deprimente quadro della situazione politica italiana spiegando che il signor Landolfi di cui prima ha dichiarato che il documentario voluto da Santoro non dovrebbe essere trasmesso “per evitare che la televisione di pubblico servizio diventi uno squadrone di esecuzione mediatica pronto a far fuoco sulla Chiesa e sul Papa”. Povero Papa che non si può difendere dall’accusa di ostacolo alla giustizia (avendo appunto reimposto il silenzio ai preti pedofili e alle vittime, pena la scomunica). Eh già, povero Papa, per salvarlo ci vuole quella che la BBC chiama la “censura preventiva” del signor Landolfi.

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Preti e pedofilia: chiesa e politica commentano il video… l’avessero almeno visto

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Questo articolo di Matteo Moro merita di essere riportato per intero, perché mostra come chi, per difendere la ciecamente la Chiesa, riesca a dire semplicemente delle assurdità. Come il goffo articolo sull’Avvenire che chiama “infame calunnia” un documentario BCC, spacciandolo per la solita sciocchezza di internet. Peccato però che è solo grazie a Internet che in Italia si è venuto a sapere di questo scandalo che ci riguarda da vicino. E non credo che, a lungo termine, sia una buona strategia quella di liquidare in questo modo i tanti blogger (come Matteo, Swampthing o me) che stanno cercando di diffondere un minimo di informazione libera in un paese dove questa è soffocata da troppi interessi di parte, Chiesa Cattolica compresa.

Ora vi lascio all’articolo di Matteo:

Il documentario della BBC sullo scandalo della pedofilia nella chiesa cattolica sbarca su Repubblica, e subito parte il siparietto di media e politici. La prima risposta è quella di Avvenire che, in un editoriale di Andrea Galli, bolla il tutto come un’”infame calunnia via Internet“, dimenticando che il documentario è stato prodotto da uno dei più autorevoli media televisivi inglesi. Siccome però Internet non denuncia nessuno, è meglio dire così che accusare direttamente la BBC, che si è presa solo un gentile invito a vergognarsi.

Andrea Galli, come molti in questa vicenda, non dà l’impressione di aver visto il documentario di cui parla, visto che secondo lui attribuirebbe la Crimen Sollicitationis all’attuale papa, mentre nel documentario si parla di una lettera dell’allora cardinale Ratzinger ai vescovi di tutto il mondo, in cui si rettifica tale ordinanza concludendo con “le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio“. La traduzione italiana della lettera penso sia stata realizzata da don Alfredo Morselli (avrei chiesto conferma, ma sul sito non ho trovato uno straccio di indirizzo e-mail a cui rivolgermi e il form per i contatti è riservato agli utenti registrati…) ed è tratta dal sito www.ratzinger.it, che fa parte del TotusTuus Network, non certo un gruppo di comunisti.

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L’arcivescovo di Los Angeles vende tutte le proprietà della chiesa per indennizzare 656 minori molestati da 244 sacerdoti cattolici

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Dal Blog di Jacopo Fo:

L’arcivescovo Mahonis vende tutte le proprietà della chiesa di Los Angeles per indennizzare 656 minori molestati da 244 sacerdoti cattolici.

E sulla pedofilia tra i preti Usa salta fuori un video della Bbc (disponibile con sottotitoli in italiano su Google Video Italia) nel quale si accusa Papa Ratzinger, che ai tempi dirigeva la struttura preposta alla vigilanza sul clero, di aver stilato due documenti riservatissimi (pena la scomunica per chiunque li divulgasse) che invitavano i vescovi a insabbiare il tutto.
Alcuni cattolici sostengono che questo documento scoperto dalla Bbc sia un falso.
Ok. Mi dite cosa ha fatto Papa Ratzinger per smascherare i preti pedofili?… 244 solo nel dipartimento di Los Angeles.

Ma sì, hanno ragione loro!
I malvagi sono gli omosessuali, chi convive e quelli che si fanno le canne.
Chi si fa uno spinello muore o uccide bambini finendo in un burrone con l’autobus.
Bisognerebbe marchiarli tutti, i gay e i drogati. E anche dare dei kit per fargli le analisi del sangue, così uno capisce se c’ha il figlio depravato e lo picchia di più.
Meglio prevenire che fucilare.
Che sennò finisce che uno viene adottato da una coppia gay e poi non cresce bello come Casini.

E la chiesa non ha nulla da farsi perdonare.
Ratzinger l’ha detto in Sud America: la conquista europea dell’America “non ha visto in nessun momento un’alienazione delle culture pre-colombiane, né è stata un’imposizione di una cultura straniera.”
I nativi “non vedevano l’ora di convertirsi.”
Occhio, ne sono morti cento milioni, di selvaggi… Ma onestamente: era vita quella? Sempre a trombare dalla mattina alla sera senza un minimo di complesso d’Edipo?

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Ratzinger ha occultato l’inchiesta sulla pedofilia, e in Italia si tenta di censurare la notizia

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In breve: Ratzinger chiese, in una lettera segreta ai vescovi, di ostacolare le inchieste sui preti pedofili. Già un miliardo di euro spesi per risarcire le famiglie delle vittime e indurli al silenzio. L’inchiesta statunitense si è arenata dopo che Ratzinger divenne Papa Benedetto XVI perché, in quanto Capo di Stato, gode dell’immunità. Dello scandalo di abusi sessuali se ne è occupata anche la BCC con un documentario che dalle emittenti italiane è stato totalmente ignorato. Ma qui è visibile il video sottotitolati in italiano: una volta di più internet aggira la censura e fa opera di diffusione della libertà. Ad ogni buon conto sarebbe utile salvare il file video, per evitare problemi con censure future.

Per una descrizione dettagliata dei fatti, leggete di seguito:

Crimen sollicitationis è un documento segreto emesso dal Santo Ufficio del Vaticano (adesso conosciuto come Congregazione per la Dottrina della Fede) nel 1962, che fornisce istruzioni ai vescovi cattolici su come trattare i casi nei quali i preti erano accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti. Non solo, tramite esso si danno istruzioni su come porsi innanzi a casi di “crimini peggiori”, nei quali un prete è sessualmente coinvolto con un animale, bambino o uomo. Tale documento è stato redatto dal Cardinale Alfredo Ottaviani e approvato da papa Giovanni XXIII (il cosiddetto Papa Buono).

Il documento invoca segretezza sia per i casi trattati che per il documento stesso. Esso impone segretezza persino sulle vittime degli abusi sessuali. Sono imposte misure estreme per la violazione della segretezza, comprese la scomunica, la quale può essere inflitta e tolta solo dal papa in persona. Alcuni vescovi, come conseguenza, sostengono di non averne mai conosciuto l’esistenza.

La prima volta che Crimen sollicitationis apparve sotto i riflettori fu nel 2001 in quanto ne fu fatta menzione in una lettera segreta scritta dall’allora Cardinale Ratzinger (oggi Papa Benedetto XVI) ai vescovi del mondo, riguardante nuove procedure atte a fronteggiare le accuse sugli abusi sessuali minorili da parte di preti cattolici, dopo lo scandalo che convolse centinaia di preti pedofili negli Stati Uniti.

Negli Stati Uniti, la Corte Distrettuale del Texas non si è potuta pronunciare in merito alla procedura giudiziaria civile presentata contro Papa Benedetto XVI, accusato di complotto per coprire le molestie sessuali contro tre ragazzi da parte di un seminarista perché l’Amministrazione Bush ha bloccato la procedura giudiziaria informando il tribunale che Benedetto XVI gode di immunità come Capo di Stato, sottolineando dunque che avviare il procedimento sarebbe «incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti», che dal 1984 hanno allacciato rapporti diplomatici con la Santa Sede.

E poiché Ratzinger sarà Capo di Stato finché non morirà, questo significa che la sua elezione a Pontefice fu una sentenza di assoluzione perpetua e un modo per contenere la diffusione mediatica dello scandalo sulla pedofilia.

Infatti nel 2005 l’Observer entrò in possesso della lettera di Ratzinger e pubblicò questo articolo (tradotto qui).

La BBC ha trasmesso in Inghilterra nel 2006 il documentario Sex Crimes and the Vatican (Crimini sessuali e il Vaticano), che viene descritto dettagliatamente in questo articolo. In Italia nessuna emittente televisiva ha trasmesso il documentario, mostrando ancora una volta di più, la sudditanza del nostro Paese nei confronti della Chiesa Cattolica. Solo le Iene hanno accennato in un servizio dello scorso hanno. Ma ora il video del documentario è disponibile su Google Video a questo indirizzo. Consiglio caldamente la visione e anche di scaricarne il file, per evitare che future censure possano ostacolare la conoscenza di questa scomoda verità.

Oltre alle fonti già citate, ne parlano Punto-Informatico
Bispensierio (su Sex Crimes and the Vatican, con la trascrizione del parlato in italiano)
Bispensiero (sul servizio delle Iene, con tanto di video).

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Condanna a Dell’Utri confermata in appello

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La terza Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a 2 anni di reclusione inflitta già in primo grado a Marcello Dell’Utri, così come a Vincenzo Virga. Il senatore di Forza Italia e il coimputato sono stati giudicati colpevoli di tentata estorsione nell’ambito della vicenda che vede al centro la pallacanestro Trapani.

Secondo l’accusa negli anni ‘90 Publitalia sponsorizzò la squadra versando 1 miliardo e mezzo al presidente della società, Vincenzo Garraffa, per poi minacciarlo al fine di riavere indietro la metà della somma versata, pari a 750 milioni delle vecchie lire.

(via adnkronos e terrorpilots)

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Scientology: il rapporto di Napolitano del 1998

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Oggi Gianluca Neri di Macchianera ha riportato una prima parte di un rapporto del Ministero degli Interni su Scientology. Si tratta di alcune pagine di un un voluminoso rapporto, intitolato “Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia, Febbraio 1998.” e redatto dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza che il 29 Aprile 1998, dopo circa due anni di indagine, il Ministro degli Interni (ora presidente della Repubblica) Giorgio Napolitano ha inviato alla Commissione per gli Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano . Il Rapporto è stato inviato anche a membri del Parlamento e alla Stampa.

Il Rapporto consta di poco più di 100 pagine, e include:

1) Una introduzione di 20 pagine con:

  • a) Radici del fenomeno e preoccupazioni sociali corrispondenti;
  • b) Terminologia e tipologia;
  • c) Possibili pericoli e connessioni criminali;
  • d) Numero degli affiliati.

2) Descrizione di 34 “nuovi movimenti religiosi” e 36 “nuovi movimenti magici” nelle rimanenti 80 pagine.

Il rapporto completo è qui, riportato sul sito della “Biblioteca di informazione critica su Scientology/Dianetics”, sito che consiglio caldamente a chiunque di visitare, in particolare una raccolta di tecniche che il fondatore L. Ron Hubbard consiglia di mettere in atto per contrastare ferocemente gli oppositori di Scientology.

Per chi volesse leggere tutta la sezione dedicata a Scientology può cliccare qui. Tanto per rendersi conto di quanto questa pseudoreligione assuma comportamenti assimilabili ad una associazione a delinquere. Un brano dal rapporto del Ministero degli Interni:

Il problema è che completare questo programma di purificazione costa cifre elevatissime; ecco perché, al di là delle finalità ufficialmente dichiarate, il vero fine della setta appare l’esercizio di un’attività speculativa in danno di persone sprovvedute, come peraltro si evidenzia anche in alcuni scritti del fondatore.
In particolare, la tecnica di reclutamento degli scientologisti consiste nel sottoporre indifferenziatamente a chiunque voglia “prendere coscienza dei propri reali problemi” un test gratuito di “misurazione della personalità”, rappresentato da un questionario formato da circa duecento domande “rivelatrici” (in realtà mirate a conoscere meglio gli aspetti caratteriali dei loro interlocutori); dopodiché, individuati i soggetti più influenzabili, li convincono a “curarsi”, sottoponendosi a sedute di auditing.
In questa fase, attraverso il racconto delle esperienze traumatiche corrispondenti ai vari engrammi, i “pazienti” finiscono per confessare particolari intimi della vita privata, che successivamente potranno essere adoperati contro di loro come strumenti di ricatto.

Credo sia già sufficiente.

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