Gianni De Gennaro, capo della polizia, destituito e indagato

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Gianni De Gennaro è stato destituito in giornata dal ruolo di capo della polizia e, in serata, si è sparsa la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sui fatti del G8 di Genova del 2001, quando la polizia fece irruzione nella scuola Diaz malmenando civili inermi, salvo poi costruire false prove (scoperte grazie al RIS di Parma) per giustificare tanta brutalità. L’ipotesi di reato è niente di me no che di istigazione alla falsa testimonianza.

Ecco come presenta la stampa queste due notizie:

Romano Prodi annuncia in Aula il cambio alla guida della polizia e subito si scatena la bufera. “E’ stato concordemente convenuto che il capo della Polizia, De Gennaro, sarà sostituito nel suo incarico al termine del suo settimo anno di mandato”, ha detto il premier. “Ennesimo atto di arroganza” gli ha subito risposto Pierferdinando Casini al quale non è bastata l’assicurazione giunta dal premier che il nuovo vertice della pubblica sicurezza sarà nominato “consultando l’opposizione”. Ma il ministro dell’Interno dice: “Polemiche fuori luogo”. (…) “In un Paese civile - gli risponde il capogrupo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena - verrebbe considerato scandaloso esempio di arroganza non il normale avvicendamento, dopo sette anni, del Capo della Polizia, De Gennaro, ma il fatto che il medesimo Capo della Polizia sia rimasto imperturbato al suo posto dopo una vicenda gravissima, che ha scandalizzato tutto il mondo, come quella di Genova nei giorni del G8 e che ancora ci resti dopo la confessione dell’ex vicequestore Fournier” (repubblica.it)

Gianni De Gennaro indagato nell’inchiesta sul G8 di Genova

ROMA - Il capo della Polizia, Gianni De Gennaro, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Genova nell’ambito dell’inchiesta sul G8. A quanto si è appreso da fonti ufficiose ma autorevoli, l’iscrizione, alcuni giorni fa, sarebbe stata fatta per l’ipotesi di reato di istigazione alla falsa testimonianza. (repubblica.it)

Ringrazio swampthing per la segnalazione.

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Oggi alla manifestazione per il coraggio laico

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Gabbiano a Piazza Navona
Dopo la manifestazione in favore dei DiCo, ho partecipato anche a quella per il “Coraggio Laico”, svoltasi oggi a Piazza Navona come una sorta di contromanifestazione nei confronti di quella di Piazza San Giovanni, il cosiddetto “Family Day”.

Fondamentalmente la manifestazione a cui ho assistito si è incentrata sulla laicità dello Stato e sul diritto di ogni persona ad amare, senza che ci sia il benestare del clero cattolico. Tra gli ospiti Emma Bonino, Enrico Boselli, Alfonso Pecoraro Scanio, Fabio Mussi ed altri. A presentare Charlie Gnocchi e Alessandro Cecchi Paone.

Tra gli striscioni più condivisibili, questo:

Vorrei sapere quanti divorziati, abortisti, prostitute, pedofili e politici con auto e aerei pagati da noi vi siano oggi al Family Day a farci la morale.

Striscione azzeccato, dal momento che il solo Silvio Berlusconi ricade in 3 di queste 5 categorie (è divorziato, ha fatto praticare l’aborto alla sua moglie, usa auto e aerei pagati dallo stato).

Letture consigliate
Hypocrisy Day, di Domiziano Galia

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Condannata la Polizia per il G8 di Genova

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Alzi la mano chi ha sentito questa notizia nei media “ufficiali”. Sembra che la censura su questa condanna sia stata quasi totale.
Eppure qualche settimana fa il Ministero dell’Interno è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni, pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il pestaggio che subi’ da parte della Polizia in via Assarotti, nel pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina se ne stava seduta con le mani dipinte di bianco alzate in aria. La Polizia si sarebbe difesa spiegando che era impossibile distinguere tra le mani bianche della signora e i Black Block. Non sono stati condannati i poliziotti, come in buona parte degli episodi legati al vertice, non sono stati identificati. A quando i numeri sui caschi delle forze dell’ordine?
Per maggiori informazioni www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=3963

(Via Jacopo Fo)

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Andrea Rivera fa satira e la Chiesa lo equipara ad un terrorista

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Durante il concerto del 1° Maggio, Andrea Rivera ha detto alcune cose riguardo la Chiesa:

«Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta». Oppure: «Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così, assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma c’erano due ladroni».

L’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, risponde:

“E’ terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore, l’amore per la vita e l’amore per l’uomo. E’ vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile”.

Io dico che questa frase fa semplicemente vomitare, ma la parola terrorista piace molto al Vaticano che tempo fa disse anche: “Terrorista chi propaganda l’aborto.” (fonte). Invece, riguardo la frase sull’Osservatore Romano, Luca Sofri commenta:

Mi è sembrata una grossa stupidaggine, soprattutto perché è una definizione che corrisponderebbe esattamente a quello che lo stesso Osservatore e i suoi ispiratori fanno dal pulpito da secoli: “sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile”, “alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore”. Da domani, bisognerebbe quindi chiamare terrorismo qualsiasi predica durante una messa che denunci e critichi il sesso prematrimoniale, o gli amori omosessuali. Eccetera.
Probabilmente la cosa più intollerabile per l’Osservatore è stato il consenso del pubblico. Se le battute di Rivera fossero state ignorate o fischiate, oggi non ci sarebbe tanto scandalo. Il che dimostra che il problema è il modo in cui ultimamente la Chiesa e le Chiese vengono vissute in questo e altri paesi.

Inoltre i Sindacati, organizzatori del Concertone, hanno dichiarato:

«in un Paese civile la libertà religiosa e della chiesa è altrettanto importante della libertà politica e sindacale».

come a stabilire un limite oltre il quale è vietato fare satira religiosa.

La Chiesa è sul l’orlo del tracollo, non c’è dubbio. E questo rende più aggressive le risposte alle critiche legittime.

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Spariamo cavolate, visto che non abbiamo idee

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Dopo la manifestazione si Sabato per le unioni civili, durante la quale la gerarchia ecclesiastica è stata duramente criticata, il neo-Presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco, dichiara:

“Basta caccia alle streghe”

Peccato che loro l’hanno fatta sul serio, non metaforicamente.
Mentre l’Osservatore Romano scrive:

“E’ stata solo una carnevalata”

Ed io che pensavo fossero i preti e i vescovi a essere “in costume”.

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Ancora sulla manifestazione, Pecoraro Scanio dice:

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Anche Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente, è intervenuto alla manifestazione (e anche dal suo blog) di ieri e ha fatto alcune dichiarazioni. Ecco l’estratto da un altro video da me girato alle ore 17:

Io credo che proprio essere qui è la dimostrazione che c’è una pluralità di affetti, c’è una pluralità di rapporti. Noi abbiamo detto, già durante altre manifestazioni, che l’obiettivo nostro è portare l’Italia in Europa in un momento di civiltà. Ebbene io credo, e l’ho detto già più volte, noi oggi avevamo di dovere di essere qui, perché voi fate un’iniziativa che aiuta il Governo e il Parlamento a fare una legge per tutte le convivenze. Io sono sorpreso per chi non c’è, non per chi c’è e partecipa a questa iniziativa. […] Adesso che la proposta è in parlamento io inviterei la destra italiana a fare un salto a Parigi, visto che siamo sotto a Palazzo Farnese, vedano come lì le politiche sui Pacs e le politiche della famiglia si fanno insieme, imparino almeno da Chirac perché l’anomalia italiana è una destra che non sa essere liberale e non sa sostenere in modo civile quello che anche le destre europee sostengono […] noi oggi facciamo questa iniziativa qui e siamo davanti all’ambasciata di Francia, ma se domani andiamo a farla in Piazza di Spagna, davanti l’ambasciata di Spagna, avremmo davanti un altro paese che ha leggi avanzate, se dopodomani andiamo a Porta Pia, davanti all’ambasciata Inglese, avremo un altro paese che ha le leggi di questo tipo. L’Italia non può restare indietro, noi non siamo, con tutto il rispetto, un paese che deve rimanere arretrato, noi vogliano guardare all’Europa e non magari all’Iran come progetto di futuro democratico di questo Paese.

Mi preme sottolineare il riferimento all’Iran dove il problema è l’ingerenza pesantissima del mondo religioso e della morale religiosa nella vita politica. Lì, ed in altri paesi islamici, la legge coranica è la legge dello Stato. Lì quando parla un leader religioso lo Stato non aggiunge altro. Le ingerenze della Chiesa Cattolica sono frutto dello stesso istinto, quello di controllare la vita politica dello Stato, dal momento che leggiamo sui giornali dichiarazioni come “i parlamentari cattolici hanno il dovere morale di dire no ai DiCo”, dettando anche quale pulsante premere a palazzo Madama o alla Camera. In tutto il mondo la religione tenta di sostituirsi agli Stati laici, e non può nemmeno considerarsi una colpa: è nella loro natura. Siamo noi cittadini che dobbiamo impegnarci perché ciò non accada.

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DiCo: ma quanti?

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Ieri alla manifestazione per i diritti delle unioni civili a sostegno della legge sui DiCo c’era veramente tanta gente. Piazza Farnese non è bastava e si è riempito anche Campo De’ Fiori. Ma quanti eravamo? Ce lo dice Dario Vergassola, intervenuto con Serena Dandini verso alle 18.35. Ecco il breve video da me filmato:

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Per i diritti trillo anch’io

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Nei minuti della pubblicazione di questo post mi trovo a Piazza Farnese alla manifestazione nazionale per i diritti delle unioni civili, a sostegno della legge sui DiCo, partorita dal governo Prodi ma ora in mano ad un parlamento restio ad andare contro i dettami di un capo di stato di un Paese estero: il Papa.

Dal programma della manifesazione

17,50 - 18,00 –  MOMENTO TRILLO “Sveglia è l’ora dei diritti!”

Un break di dieci minuti per il “Grande trillo”. Facciamoci sentire! Un minuto di sveglie a tutta forza! E in tutta Italia!

Ma al grande trillo sono invitati a partecipare tutti, anche coloro che non hanno potuto partecipare alla manifestazione ma pensano che i diritti per le coppie di fatto sono semplicemente l’applicazione dei diritti umani.
Per cui anch’io come cittadino ho partecipato e partecipo anche come blogger trillando questo post.

Perché anche se non credo avrò mai l’esperienza di una convivenza, non vedo perché negare certi diritti fondamentali a chi fa questa scelta, sia temporanea, sia di vita. Non vedo perché se due persone si amano e convivono da 40 anni e una finisce in ospedale, l’altra non possa andare a visitarla perché secondo la legge non è “della famiglia” e non vedo perché se muore il firmatario del contratto di affitto del loro appartamento, l’altro non è tutelato e debba traslocare il giorno dopo. Questo dice la legge attuale, e la legge sui DiCo semplicemente correggerebbe queste ed altri abomini.
Non vedo cosa avrebbe da guadagnarci la famiglia nel negare questi diritti alle persone che non ne fanno parte.

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New York, limiti per il videotaping di polizia

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Non piace più ai tribunali di New York la pratica ormai invalsa tra le forze dell’ordine locali di videoregistrare qualsiasi manifestazione pubblica, incontro di piazza o evento a cui partecipino una molteplicità di cittadini. Un giudice ha infatti stabilito che questo genere di azioni viola il Primo Emendamento degli americani.

Come racconta il NY Times, il magistrato Haight, della Corte distrettuale di Manhattan, ha sentenziato che le forze dell’ordine possono procedere a questo genere di registrazioni video soltanto se sussiste il timore che possa verificarsi qualche incidente o attentato, e solo dietro preventiva autorizzazione dei vertici del Dipartimento di Intelligence della polizia locale. Agire altrimenti, come accaduto ormai fin dagli attentati dell’11 settembre 2001, significa ledere il diritto di manifestare, garantito appunto dal Primo Emendamento.

La decisione di Haight, che riprende e dettaglia un pronunciamento del 2003, non si applica ai luoghi pubblici indoor, come le stazioni ferroviarie o della metro, sottovia, ponti e via dicendo.

Come nota qualcuno, si tratta di una delle prime decisioni a New York che pongono limiti alle pratiche di sorveglianza e monitoraggio sempre più pervasive adottate fin dagli attentati del World Trade Center.

(Da PI)

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Paura in orario

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Swampthing scrive sul blog Terrorpilot riguardo la manifestazione di Vicenza:

Paura a Vicenza: Così titola Studio Aperto, l’organo di propaganda di Forza Italia.
Per ora è tutto tranquillo, sono costretti ad ammettere, ma siamo appena all’inzio.

Sempre per la serie, siamo con berlusconi e quindi vi insultiamo, Libero titola oggi “Centomila matti in piazza”. Vittorio Feltri fa schifo.
Il Giornale, l’organo di stampa della famiglia Berlusconi titola invece “Un sabato anti-americano di paura- Unione in piazza contro il governo”.

Indignato, mi è sembrato giusto rispondere come segue:

Ma che dite?? Tv e stampa sono in mano ai comunisti, no? E se questi dicono “Paura a Vicenza” allora sono i comunisti che manifestano contro i comunisti, no? Siamo al ridicolo! No? Perché è ovvio che chi ha votato per qualcuno DEVE essere d’accordo in tutto e per tutto, no? Come ai tempi del dvce in cui i treni partivano in orario e non c’era tutta questa schifosa mania della pace… o no?

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