Per la chiesa il matrimonio fra consenzienti è annullabile, e il battesimo?

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Da uaar.it:

Il Tribunale della Sacra Rota ha annullato il matrimonio celebrato nel 1960 tra Francesco Cossiga e Giuseppa Sigurani. La decisione è arrivata dopo sette anni di istruttoria. La notizia è pubblicata nell’ultimo libro di Bruno Vespa “L’amore e il potere. Da Rachele a Veronica in secolo di storia d’Italia”. Cossiga e la moglie si separarono nel 1993, un anno dopo la scadenza del mandato presidenziale e divorziarono dopo cinque anni.

Da “Repubblica” di oggi

Per lo stato italiano, dunque, un matrimonio durato 33 anni, con prole, risulterà non essere mai esistito. In compenso, per lo stesso stato italiano, un atto di battesimo, impartito a un neonato di pochi giorni, non è cancellabile. Grottesco.

Un commentatore sottolinea:

Il battesimo in quanto atto di adesione ad una confessione religiosa è un atto radicalmente viziato dalla totale mancanza di consenso di colui che lo riceve, visto che, di regola, si tratta di un neonato di pochi giorni o mesi. E’ vero, lo stato non può obbligare la Chiesa ad adottare il principio dell’adesione consensuale, ma il fatto che la Chiesa si ostini a non modificare il proprio diritto, sancendo che il battesimo diventa nullo nel caso in cui il battezzato, da adulto, manifesti la volontà di non appartenere alla confessione religiosa cattolica, dimostra in quanta considerazione essa tenga la libertà del volere umano e i principi più elementari della civiltà giuridica. A questo punto, il diritto dello stato italiano potrebbe, legittimamente, vietare ai genitori di sottoporre a battesimo i figli che non siano ancora in grado di manifestare il proprio consenso, considerata la natura irreversibile dell’atto.

Infine una semplice annotazione di un altro commentatore:

La legge sulla privacy dovrebbe valere anche per la chiesa, ovvero totale cancellazione dei dati sensibili di chi ne faccia richiesta

ma, come specificato qui:

Secondo il provvedimento del Garante non si può cancellare il battesimo, in quanto esso documenta un episodio effettivamente avvenuto: inoltre, anche in questo caso, la doppia ragione sociale di Stato estero e di ente religioso permette alla Chiesa di usufruire di privilegi che altre confessioni non hanno.

Vi sembra giusto?

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Quando lo Stato viola la legge: il caso “Operazione: Pretofilia”

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Quando Luca Volontè ha chiesto la rimozione di Operazione: Pretofilia dai server di Molleindustria, fu invocato il decreto Gentiloni e il gioco fu rimosso. Ma bisogna innazitutto precisare che il decreto Gentiloni riguarda la pedopornografia, e non la pedofilia. Di conseguenza riguarda il filtraggio dei soli siti di pedopornografia. Le legge punisce la pedopornografia “virtuale” come quella “reale” (anche se con uno sconto di pena). Secondo la legge stessa la pedopornografia “virtuale” consiste in “Immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse”. Quindi non si tratta vera e propria “virtualità” (in senso informatico) ma “fotomontaggi” che utilizzano parti reali e non solamente realistiche. Se ne deduce che l’immagine incriminata del videogioco Operazione: Pretofilia non viola in alcun modo il decreto Gentiloni tramite il quale il sito di Molleindustria è stata costretta ad eliminare i file incriminati. Infatti l’immagine, contenuta nel gioco, del cosiddetto stupro pedofilo da parte di un prete non è affatto un fotomontaggio. Eccola:

Stupro pedofilo o no?

Di seguito un articolo di Punto-Informatico che spiega in dettaglio le questioni relative agli ultimi casi di censura elettronica in relazione alla pedofilia, di cui prima di tutto citiamo la conclusione:

Constatare che la legge, nel primo caso, è stata violata dallo Stato è molto triste, qualunque siano le motivazioni.
La legalità non può morire così.

Ecco il resto dell’articolo: Continua a leggere ‘Quando lo Stato viola la legge: il caso “Operazione: Pretofilia”’

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La religione cattolica è dalla parte dei tumori?

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Vaccino contro il tumore al collo dell’utero. Scienziati di formazione cattolica sono contro. Perché? Vediamo i fatti:

L’HPV (Human papilloma virus) è un virus che, in una delle sue varietà, può provocare il tumore al collo dell’utero. E’ una malattia a trasmissione sessuale, e si calcola che oltre il 70% delle donne contrae un’infezione genitale da HPV, ma solo una piccola parte di queste infezioni si tramuta in un tumore maligno. L’uso del profilattico, tuttavia, non è sufficiente perché il virus è presente anche nelle zone lasciate scoperte dal preservativo. Le lesioni da HPV possono essere riconosciute principalmente tramite il Pap test (un esame che indaga sulle alterazioni delle cellule del collo dell’utero). Recentemente è stato trovato un vaccino efficacie che il ministero della Salute vorrebbe somministrare alle giovani adolescenti di 12 anni, in modo che la loro futura vita sessuale sia priva della possibilità di contrarre il tumore.

Detto questo, in una recente pubblicazione, Maria Luisa Di Pietro, Zoya Serebrovska e Dino Moltisanti si sono dichiarati contrari alla diffusione del vaccino perché questo favorirebbe comportamenti promiscui. Ovvero, secondo loro, il vaccino rischierebbe di comportare “ulteriori cadute di valori, il rafforzamento di una comune accettazione da parte dell’opinione pubblica dei comportamenti sessuali promiscui e probabilmente una maggiore diffusione della malattia”. Una semplice obiezione nasce chiedendosi come può diffondersi la malattia se le ragazze sono vaccinate. Ma oltre a questo ci si chiede come una convinzione sessuofobica possa essere usata per nuocere alla salute delle persone. Perché la testi (tutta da dimostrare) che una minore quantità di malattie sessualmente trasmissibili possa indurre le persone a fare sesso in modo più libertino è una tesi del tutto amorale se va ad incidere sulla possibilità o meno di vaccinarsi contro un tumore. Per non parlare della palese violazione delle libertà individuali, dal momento che nessuno deve render conto a chicchessia riguardo le proprie abitudini sessuali.

Viene da pensare che questa assurda tesi sessuofobica sia indotta anche dalla scarsa considerazione che la religione cattolica ha nei confronti delle donne. E viene anche da pensare che questi tentativi di fermare la diffusione di un vaccino contro il tumore al collo dell’utero causato dall’HPV finiranno per danneggiare anche la ricerca di una cura degli altri tumori che questo virus provoca, tra cui anche uno al pene, e altre malattie che da questo sono favorite come la sclerosi multipla.

Insomma, i cattolici preferiscono che le ragazzine non facciano sesso piuttosto che vivano? Spererei che fossero solo casi isolati. Graditissimi commenti di cattolici.

[fonti: aprile on line, ero Assenso, wikipedia]

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Video della BBC: Vaticano e la politica tentano la strada della disinformazione

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La disinformazione è un insieme di informazioni errate o distorte diffuse intenzionalmente per influenzare l’opinione pubblica su un dato argomento. E’ quello stanno facendo il Vaticano e parte della Politica italiana nei confronti del documentario della BBC sullo scandalo sui preti e la pedofilia.

Il segretario generale della Cei monsignor Giuseppe Betori, ad esempio, ha dichiarato: “Da parte nostra non c’è nessuna censura ma la lamentela perché ci risulta che il documentario riporti molte falsità di fatto (…) Speriamo che il modo in cui viene presentato faccia emergere le falsità, altrimenti non sarebbe un servizio alla verità”. Secondo RAInews24, mons. Betori ha criticato in particolare il fatto che il filmato consideri un documento vaticano del 1962 come emanazione del cardinale Ratzinger mentre all’epoca questi era un semplice teologo. Cosa che in realtà non viene mai detta nel documentario, che invece sottolinea come nel 2001 Ratzinger abbia scritto il seguito del documento del 1962. Ratzinger è quindi colpevole di aver ribadito e, per così dire, modernizzato l’obbligo del silenzio (per i preti pedofili e le loro vittime) e l’obbligo a non aiutare le forze dell’ordine nelle loro indagini. Mons. Betori lo sa, ma sa anche quanto sia facile influenzare l’opinione pubblica italiana quando il video non è ancora stato trasmesso in televisione.

In politica, invece, il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini dichiara: “Non capisco perché se la Bbc ha mandato in onda un documentario spazzatura noi dobbiamo imitarla magari acquistandolo con i soldi della tv pubblica (…) Facciamo una bella inchiesta sul clero nel mondo. Parliamo dei preti pedofili dando lo spazio che questo fenomeno merita, cioè un millesimo rispetto alle virtù positive della Chiesa”.

Se si chiama Santa Madre Chiesa non dovrebbe avere molte virtù positive ma solo virtù positive, altrimenti che Santa sarebbe?
Ad ogni modo usare la frase “Non capisco perché se la Bbc ha mandato in onda un documentario spazzatura noi dobbiamo imitarla” è l’applicazione dello stratagemma n.5 “Per dimostrare la propria tesi tesi ci si può servire di premesse false” illustrato nel libro L’arte di ottenere ragione di Arthur Shopenhauer. Infatti Casini vorrebbe sostenere la tesi che il documentario della BBC non deve essere mandato in onda facendo passare per vera, ma senza spiegarne il motivo, l’affermazione che sia spazzatura. Invoca inoltre il principio per cui non si dovrebbe imitare chi sbaglia, facendo quindi leva sull’orgoglio delle persone, senza spiegarne, anche in questo caso, motivo per cui la BCC stia sbagliando.

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La censura italiana sul video della BBC vista dalla BBC

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Avete sentito in televisione qualcuno che parli dello scandalo del video della BBC, che non si vuole far trasmettere in Italia? Qualcuno che riporti quello che la stampa commenta sulla diffusione in internet del suddetto video? Niente di niente. Viva la libertà di informazione! Ci tocca andare sul sito BBC News per sapere cosa sta succedendo in Italia, e noi ci andiamo.

In questo articolo, infatti, viene spiegata la paradossale situazione della censura italiana, che non permette una libera circolazione delle informazioni solo perché queste andrebbero contro gli interessi della Chiesa Cattolica. Cose che non accadrebbero mai in nessun altro paese che si vuol chiamare democratico.

L’articolo della BBC spiega come il giornalista Michele Santoro abbia chiesto alla RAI di acquistare i diritti per trasmettere il loro documentario sugli abusi sessuali nella Chiesa, e come un politico di destra Mario Landolfi (della commissione di vigilanza sulla RAI) abbia chiesto con “furore” che non venga trasmesso.

L’articolo prosegue spiegando che il filmato, trasmesso in Inghilterra nell’ottobre scorso (ben sette mesi fa), è stato sottotitolato in italiano e messo a disposizione in internet (qui, per chi volesse vederlo) e facendo notare come il quotidiano cattolico l’Avvenire abbia criticato aspramente i blogger italiani che hanno postato questo video sostenendo che si tratta di una “ignobile calunnia” (ne parla anche Reuters). Quindi secondo la stampa italiana, diffondere corrette informazioni è ignobile, tenetelo a mente la prossima volta che leggerete la classifica sulla libertà di stampa nel mondo e vi impressionerete di essere 61esimi dietro a Kiribati, Tuvalu, Nauru e Mali.

L’articolo della BBC arriva ad un obiettivo e, proprio per questo, assai deprimente quadro della situazione politica italiana spiegando che il signor Landolfi di cui prima ha dichiarato che il documentario voluto da Santoro non dovrebbe essere trasmesso “per evitare che la televisione di pubblico servizio diventi uno squadrone di esecuzione mediatica pronto a far fuoco sulla Chiesa e sul Papa”. Povero Papa che non si può difendere dall’accusa di ostacolo alla giustizia (avendo appunto reimposto il silenzio ai preti pedofili e alle vittime, pena la scomunica). Eh già, povero Papa, per salvarlo ci vuole quella che la BBC chiama la “censura preventiva” del signor Landolfi.

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L’arcivescovo di Los Angeles vende tutte le proprietà della chiesa per indennizzare 656 minori molestati da 244 sacerdoti cattolici

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Dal Blog di Jacopo Fo:

L’arcivescovo Mahonis vende tutte le proprietà della chiesa di Los Angeles per indennizzare 656 minori molestati da 244 sacerdoti cattolici.

E sulla pedofilia tra i preti Usa salta fuori un video della Bbc (disponibile con sottotitoli in italiano su Google Video Italia) nel quale si accusa Papa Ratzinger, che ai tempi dirigeva la struttura preposta alla vigilanza sul clero, di aver stilato due documenti riservatissimi (pena la scomunica per chiunque li divulgasse) che invitavano i vescovi a insabbiare il tutto.
Alcuni cattolici sostengono che questo documento scoperto dalla Bbc sia un falso.
Ok. Mi dite cosa ha fatto Papa Ratzinger per smascherare i preti pedofili?… 244 solo nel dipartimento di Los Angeles.

Ma sì, hanno ragione loro!
I malvagi sono gli omosessuali, chi convive e quelli che si fanno le canne.
Chi si fa uno spinello muore o uccide bambini finendo in un burrone con l’autobus.
Bisognerebbe marchiarli tutti, i gay e i drogati. E anche dare dei kit per fargli le analisi del sangue, così uno capisce se c’ha il figlio depravato e lo picchia di più.
Meglio prevenire che fucilare.
Che sennò finisce che uno viene adottato da una coppia gay e poi non cresce bello come Casini.

E la chiesa non ha nulla da farsi perdonare.
Ratzinger l’ha detto in Sud America: la conquista europea dell’America “non ha visto in nessun momento un’alienazione delle culture pre-colombiane, né è stata un’imposizione di una cultura straniera.”
I nativi “non vedevano l’ora di convertirsi.”
Occhio, ne sono morti cento milioni, di selvaggi… Ma onestamente: era vita quella? Sempre a trombare dalla mattina alla sera senza un minimo di complesso d’Edipo?

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Amare i bambini

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Di Leonardo, su Macchianera. Un articolo che non ha bisogno di commenti:

Noi siamo persone normali, persone buone. Abbiamo chi un cane, chi un gatto, chi almeno un canarino. E molti di noi hanno bambini. Sono belli, i bambini. Teneri, senza colpe. Sono angeli. Noi amiamo i bambini.

E questo ci riempie di angoscia, perché sono indifesi, i bambini. Se potessimo tenerli sempre con noi – ma non è possibile. Ogni tanto dobbiamo lasciarli andare fuori.
Fuori ci sono altre persone. Sembrano normali, come noi, ma non sono normali. Hanno un cane, hanno un gatto, come noi, ma sono mostri. Sono pedofili. Sono organizzati. Hanno libri e siti internet.
Adescano i nostri bambini. Li drogano, coi tranquillanti. Li costringono a fare cose che noi non riusciamo neanche immaginare. Davanti a una telecamera li molestano. Gli rubano l’infanzia e la felicità per sempre.
In una casa come la nostra c’è una stanza buia, in cui torturano i nostri bambini. Fuori i pulmini girano indisturbati, nel traffico pigro di metà mattina. Bidelli e benzinai sono d’accordo. Insegnanti e medici, custodi, obiettori, avvocati, preti. Non ti puoi fidare di nessuno.

I bambini di questo non parlano. Non esistono, alla loro età, le parole, per l’orrore che hanno dentro. Vorrebbero dimenticare.
Per salvarli dai pedofili, noi non li facciamo più uscire. Per aiutarli a non dimenticare, li chiudiamo in una stanza, e cominciamo con le domande. Quello che devono dirci, lo abbiamo già sentito da altri, a cui è successa la stessa cosa. Perché noi ci teniamo informati, sui libri e i siti internet.
Loro all’inizio non vogliono dire niente. Allora insistiamo. Li tempestiamo di domande.
Può durare un paio d’ore o un paio di giorni. A volte occorre abbassare la luce, e minacciarli. È durissimo ascoltarli quando ancora non vogliono parlare. È odioso riprenderli con una telecamera. Ma è l’amore che ci fa resistere, è l’amore che ci costringe a farli parlare. E alla fine l’amore vince sempre.
Arriva il momento in cui parlano. È terribile starli ad ascoltare, ma tutto quello che dicono di solito coincide. E non sono invenzioni. Tutti i racconti coincidono. Come potrebbero, bambini così piccoli, inventarsi dettagli così orribili. E sono sempre gli stessi! Chi può in buona fede pensare a un’invenzione? I bambini non mentono mai. Sono angeli.
Dopo aver parlato sono sempre molto scossi. Fanno fatica a uscire. A volte dobbiamo dargli tranquillanti, perché ciò che hanno ricordato, ciò che hanno vissuto in quella stanza buia è orribile. Resterà con loro per tutta la vita.
Ora però abbiamo il loro racconto. Lo metteremo su internet. Faremo girare anche il video, è giusto che tutti vedano, che tutti sappiano. Perché ci sono persone cattive là fuori.
Persone che torturano i bambini. Che mettono i video on line. Ci sono i mostri. Il mondo deve saperlo. E glielo dobbiamo dire noi.
Bisogna che tutti stiano attenti. Fuori c’è gente cattiva. Torturano i bambini. Dicono di amarli, ma sono i mostri.
Fuori i pulmini girano indisturbati, nel traffico pigro di metà mattina. Vigili e carabinieri sono d’accordo. Giornalisti e psicologi, giudici e magistrati. Di chi ti puoi fidare.

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Alcool, si beve già a 11 anni. Basta spot in tv

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Dal Corriere della Sera:

Bevono non perché piace, ma perché «è una figata». Perché mostrarsi fuori dal bar con bottiglia in una mano e sigaretta nell’altra aiuta a stare nel branco e a non sentirsi normali. Meccanismi psicologici sfruttati ad arte negli spot che mostrano una gioventù bella, spensierata, vincente. Sullo sfondo marchi di drink alcolici. E che funzionano, visto l’aumento dei bevitori tra i giovanissimi e soprattutto tra le ragazzine. Tanto che il governo vuole mettere un freno. Anche perché, secondo l’Oms, i morti per alcol in Italia sono 25 mila all’anno, 7 mila dei quali donne

PERICOLI - Dopo i ripetuti allarmi lanciati da esperti e operatori di servizi, sembra che questo governo sia davvero intenzionato a imporre regole etiche al mondo della comunicazione. Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà Sociale, ha annunciato l’arrivo in Consiglio dei ministri di una legge che limiterà la pubblicità degli alcolici in televisione e sui giornali. Verranno imposte inoltre etichette che avvertono dei pericoli legati all’abuso. «Vogliamo puntare su una grande campagna di informazione su rischi e danni alla salute — ha detto Ferrero —. È possibile arrivare ad una legge che limiti, o abolisca del tutto, la propaganda scorretta, subdola. La società di oggi spinge ad andare al massimo in ogni situazione e l’alcol è uno dei mezzi per sentirsi all’altezza. È ora di uscire da questa pazzesca ipocrisia e aprire una discussione nell’opinione pubblica per combattere il fenomeno». Doveva esserci anche Livia Turco, titolare della Salute, alla presentazione dell’Alcol prevention day organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità. Se non avesse cancellato l’appuntamento per motivi personali avrebbe ricordato il piano governativo sulla correzione degli stili di vita presentato qualche settimana fa. Continua a leggere ‘Alcool, si beve già a 11 anni. Basta spot in tv’

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RIAA senza pudori anche con i minori

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Da un articolo di PuntoInformatico:

New York - Recording Industry Association of America (RIAA) ha deciso di giocarsi tutto in tribunale, e senza porre alcun limite al suo raggio di azione. Di questi tempi l’obiettivo sembrerebbe quello di spaventare - o spennare - i minorenni. Colpevoli del più “terribile” dei crimini contemporanei: il file-sharing di musica e film protetti da copyright.

Ne sta facendo le spese una bimba di 10 anni che si chiama Kylee Andersen. L’industria musicale sta tentando da più di un anno di farla deporre in tribunale per dimostrare che la madre ha scaricato file illegalmente nel 2004. Una querelle che qualsiasi consulente di “immagine” bollerebbe come assolutamente folle. Sui giornali e le testate online ogni giustificazione di carattere legale viene cancellata dal fatto che di fronte alla Corte vi sono un’industria mondiale multi-miliardaria e una madre - per di più disabile - con figlia a carico.

Fin qui si potrebbe considerare l’accaduto semplice “fiction”, ma quando si scopre che mamma Anderson non ha niente da nascondere e permetterebbe la deposizione via telefono o in videoconferenza… ecco il colpo di scena. La RIAA non vuole. Continua a leggere ‘RIAA senza pudori anche con i minori’

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Adozione per gli omosessuali: ci sono reali impedimenti?

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(ANSA)- ROMA, 12 MAR -’Il desiderio di maternità e di paternità un omosessuale se lo deve scordare’,parola di Rosi Bindi, ministro per le Politiche della famiglia. Criticando ‘il narcisismo di gay e lesbiche che chiedono l’accesso all’adozione o alla fecondazione assistita’, il ministro -ribadendo il sostegno al ddl sui Dico- ha precisato: ‘Non sarei mai favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali: non si possono creare in laboratorio dei disadattati. E’ meglio che un bambino cresca in Africa’.

Perché nessun telegiornale parla del fatto che in Olanda sono anni (dal 2001) che anche le coppie omosessuali possono adottare bambini? Se ci fossero stati casi di molestie o altro qui in Italia si sarebbe dato ampio risalto alla notizia, mentre proprio perché non se ne sa niente probabilmente è perché non c’è nessun problema e ribadirlo in Italia sarebbe troppo sfacciato nei confronti della Chiesa. Ma non c’è solo l’Olanda, anche Belgio, Spagna, Svezia, Regno Unito, Germania e Danimarca hanno uguagliato i diritti riguardo le adozioni. Allora mi chiedo: non è forse meglio una famiglia omosessuale che un orfanotrofio? O peggio in una famiglia “tradizionale” ma senza amore? Qualcuno ha addirittura paura della pedofilia ignorando non solo che pedofilia e orientamento sessuale sono due cose diverse, e che la stragrande maggioranza dei pedofili è eterosessuale. Inoltre la mancanza di una figura materna per un bambino in una coppia gay (o paterna per una coppia lesbica) è un falso problema, dal momento che i bambini orfani di madre o padre non diventano automaticamente dei disadattati come paventa la Bindi (e non solo) e non c’è nessuna ragione per togliere un figlio ad un vedovo (o vedova) per l’intervenuta mancanza della figura materna (o paterna). Infine per chi teme che un bambino cresciuto in una famiglia omosessuale diventi necessariamente omosessuale, ci sono centinaia di studi che mostrano il contrario. Il motivo? Omosessuali si nasce, non si diventa. Al massimo l’educazione impartita dai genitori può influire sull’età in cui ci si rende conto dei propri orientamenti sessuali e un’educazione repressiva (tipica l’omofobia dei cosiddetti genitori “normali”) non giova mai. Insomma: nessun dato oggettivo dimostra il primato della famiglia tradizionale su quella omosessuale, se poi aggiungiamo che centinaia di specie animali praticano l’omosessualità, dove sta il problema? Cosa è contro natura? Secondo me solo l’assenza d’amore.

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