UE, i parlamentari italiani vogliono bloccare Rule of Rose

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Da una notizia apparsa Punto Informatico il culmine dell’idiozia di certi politici che perseguono la demagogia piuttosto che il buon senso:

No, neppure gli adulti devono poter acquistare Rule of Rose, il videogioco che più in Italia che altrove ha scatenato mesi di polemiche, perlopiù basate su una scarsissima conoscenza del gioco. A chiedere che sia impedita tout-court la vendita e la distribuzione in Europa dell’ormai celebre titolo sono numerosi esponenti politici italiani, curiosamente quasi solo italiani, membri dell’Europarlamento.

In una proposta di risoluzione datata 7 marzo, si legge tra le altre cose che “lo scopo del videogioco è quello di seppellire viva una bambina che ha subito violenze psicosessuali e fisiche che confinano con la perversione e il sadismo”.

Per quanto del tutto destituita di fondamento (lo scopo del gioco non è seppellire viva la bambina), la tesi che proprio questo fosse l’obiettivo del videogame era sostenuta dall’articolo di un celebre settimanale italiano [ma anche molti telegiornali e Studio Aperto] di cui, a quanto pare, gli onorevoli di Strasburgo sono avidi lettori. Un articolo che, come si ricorderà, è stato al centro di dichiarazioni, reprimende e indignazioni che hanno attraversato trasversalmente molti partiti. E che è finito nel fuoco delle critiche, unanimi, degli esperti di videogaming.

Sulla presunta sepoltura il distributore del gioco, 505 Games ha già spiegato: “La sepoltura della protagonista o di qualsiasi altro bambino non appare in nessuna scena del gioco, neppure indirettamente. La scena che ha scatenato questa discussione è in realtà una sequenza onirica che ha la funzione di introdurre il gioco: una sequenza video non-interattiva nella quale la protagonista, che non è un minore, viene catturata all’interno di una tomba. La parte interattiva del gioco è basata principalmente sull’esplorazione e la risoluzione di enigmi. Le uniche sporadiche scene di combattimento sono contro mostri”.

Altre premesse della proposta comprendono: Continua a leggere ‘UE, i parlamentari italiani vogliono bloccare Rule of Rose’

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Prostitute, bambine e farmaci. Lo strano mondo del signor Savoia

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Attendendo conferme, smentite, richieste di archiviazione o condanne, chi lo sa, riportiamo un articolo di Repubblica sulle intercettazioni alla base dell’arresto di Vittorio Emanuele di Savoia, di suoi collaboratori, del sindaco di Campione d’Italia e dell’esponte di AN e portavoce di Gianfranco Fini, Salvo Sottile. Intanto il figlio Emanuele Filiberto, che rimane in Francia, aveva dichiarato che il padre Vittorio era malato ma viene smentito da un check-up e le guardie monarchiche del Pantheon si traferiscono a Potenza da “Sua Altezza” definendo le accuse “infamanti e miserabili”. Certamente lo sono anche i reati corrispondenti. E Vittorio trova anche il tempo di parlare male dei sardi e di Giuliana Sgrena

“Il ‘capo’ avrebbe preferito una bionda e ha giudicato 200 euro eccessivi per la prestazione”: è il commento che due collaboratori di Vittorio Emanuele di Savoia si scambiano dopo l’incontro fra il principe e una prostituta, che loro stessi avevano organizzato, a Milano.

E’ solo una delle tante intercettazioni telefoniche che sono tra gli elementi dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Vittorio Emanuele di Savoia e dei suoi presunti complici.

L’episodio si riferisce all’accusa - contestata a Vittorio Emanuele, Ugo Bonazza, Gian Nicolino Narducci e Giuseppe Rizzani - di aver favorito la prostituzione. Gli incontri, documentati nell’ordinanza di custodia cautelare, sarebbero avvenuti in Italia e all’estero: l’ accusa al principe è quella di aver sempre chiesto ai suoi collaboratori di trovargli una prostituta. Bonazza, Narducci e Rizzani si mettono all’opera: contattano le donne, chiedono a quanto ammonta “l’onorario” (in un’ occasione, 300 euro) e curano i dettagli dell’incontro, cioè l’ora e il luogo.

In un caso, la richiesta della prostituta (mille euro) viene giudicata troppo alta; in un altro l’incontro salta per iniziativa di un collaboratore di Vittorio Emanuele, “preoccupato dalle maldicenze che girano sul suo conto sull’ isola di Cavallo”.

Le bambine. “Speriamo che ci sian delle belle bambine, così le s…”, dice Gian Nicolino Narducci, stretto collaboratore di Vittorio Emanuele, al principe, che ribatte subito: “Subito, sì, urlando!”.

E’ quanto emerge dall’intercettazione telefonica di un colloquio fra Narducci e il principe, che discutono della partecipazione di Vittorio Emanuele ad una manifestazione filantropica, nel settembre dello scorso anno. Durante l’evento, sarebbero stati raccolti fondi a favore di un’ associazione milanese che assiste minorenni vittime di abusi sessuali e maltrattamenti in famiglia. Continua a leggere ‘Prostitute, bambine e farmaci. Lo strano mondo del signor Savoia’

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I bambini (non) sono sacri

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Ciampi parla dell’omicidio di Tommaso Onofri:

E’ un orrore agghiacciante, i bambini sono sacri.

No, i bambini non sono sacri. Sono esseri umani come tutti gli altri. Quando la smetteremo di pensare che questi esseri umani abbiano qualcosa di più, che siano più preziosi, che la loro vita sia più intoccabile di altre, allora i sequestratori non sceglieranno più i bambini come metodo più semplice e veloce per ottenere un’estorsione, e saranno salvi.
E poi non ha senso che neghiamo ai bambini un cumulo di diritti, come la libertà di parola, di educazione, di pensiero, di religione, di voto, di autodeterminazione e delle scelte scolastiche, ma con ipocrisia li eleviamo a esseri sacri. Continua a leggere ‘I bambini (non) sono sacri’

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Genius

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Mike Buongiorno a GeniusDi certo non sono il primo ad accorgermi di quanto poco intelligente sia la trasmissione Genius in onda su Rete4 e condotta da Mike Buongiorno. Ma sono altrettanto certo che non è mai troppo difendere i diritti dei minori quando questi vengono calpestati da produttori di programmmi televisivi insensibili e da genitori consenzienti.

Mi riferisco, in questa trasmissione, al modo innaturale con cui vengono spinti alla competizione questi ragazzini e preadolescenti, tanto da indurli a gesti di esultanza goffi e sproporzionati, tanto quanto le espressioni di nervosismo e concentrazione. Sembrano animaletti ammaestrati allo scopo di fare audience. Tutto normale, ovviamente. Accade di regola. Se non fosse che si tratta di minorenni e quindi di sfruttamento.

Se poi passiamo alle domande devo dire che la situazione si fa esilarante. Continua a leggere ‘Genius’

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