Il pedobattesimo moderno

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BattesimoDicesi “pedobattesimo moderno” il battesimo somministrato ad un neonato in epoca moderna e più precisamente, nell’accezione da me usata della parola “moderno”, “domenica scorsa”. In questo breve saggio mi occuperò dell’interpretazione parrocchiale di tale pratica neotestamentaria e di alcune esilaranti implicazioni dalle baggianate che i molti presenti ed io abbiamo dovuto ascoltare. Più di qualcuno, all’uscita, si mostrava infatti decisamente perplesso. Chiamerò il battesimando “Piergiorgio”, in ottemperanza al diritto alla privacy del pargolo.

Durante la cerimonia, disse il parroco:

“E’ stato calcolato che possiamo amare 3400 persone, Dio ne ama 6 miliardi… ma Dio è Dio!”

Non credo sia necessario un commento, ma già che ci sono: vuol forse dire il parroco che il rapporto tra un essere sovrannaturale presunto “creatore del cielo e della terra” e un semplice essere umano sia 6 miliardi diviso tremilaquattrocento, ovvero che Dio è solamente 1 milione e 700 mila volte più fico di noi (notare la citazione da Genesi 3,7)? E dove li mettiamo i 60 miliardi di esseri umani che, secondo le stime, sarebbero esistiti nei millenni? Forse Dio non si occupa dei morti? La dottrina cristiana suggerisce invece che i morti son ancor più amati e tenuti vicino ad Egli.

Ad un certo punto il parroco ha dichiarato che

“I genitori gli hanno dato la vita materiale, ora riceverà la vita divina.”

Lungi dal voler contestare la veridicità di tale affermazione, ci chiediamo comunque se intendessi dire “vita spirituale”.

Poco prima di eseguire sul pargolo il lavaggio del cuoio capelluto, il parroco ha affermato con veemenza che

“Con questa cerimonia Piergiorgio si prende l’impegno di diventare figlio di Dio, impegno che verrà confermato con la cresima.”

Di fatto, il parroco attribuisce al pargolo una forte intenzionalità nel voler ricevere il sacramento, intenzionalità che purtroppo l’infante non può evidentemente avere, vista la tenerissima età. Ma nell’attribuzione il parroco si spinge fino alla pianificazione della vita spirituale (ops, divina) del fanciullo fino ai 13-14 anni, età in cui, dopo il catechismo e la prima comunione, si arriva finalmente alla cresima. Dunque evviva la libertà di religione.

In un breve excursus bibliografico, il parroco narra dell’episodio del battesimo di Gesù Cristo di Nazareth che, alla tenera età di 30 anni si fece battezzare, dimenticandosi, il parroco, di sottolineare che Gesù Cristo di Nazareth non ha mai detto: “ah però, a parte me, sono i neonati a dover essere battezzati”. Infatti per secoli i battezzandi furono sempre e solo maggiorenni e vaccinati, anche nella chiesa cattolica.

Il brano neotestamentario citato dal parroco per illustrare l’importanza del battesimo è Luca 3,22 “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” (vedi illustrazione), frase attribuita ad una voce tonante scaturitasi dal cielo subito dopo il primo battesimo della storia. Sorvoliamo come una voce dall’alto che parla ad un figlio a mollo nel Giordano, implicherebbe, a rigor di logica, la nullità della Santissima Trinità. Ma è un Mistero, e su questo concetto puntano sovente i chierici.

Unico accenno al peccato originale, teoricamente centrale nel battesimo moderno ma assai trascurato nel briefing di preimmersione, è in quella che viene chiamata “Preghiera di esorcismo”, introdotta dal parroco in codesto modo:

“La Preghiera di esorcismo… esorcismo è una parola strana che vuol dire “liberazione”, serve a liberare Piergiorgio dal peccato originale.”

Non si è parlato né di mele, né di serpenti, ma solo un certo Satana, probabilmente un chitarrista divenuto famoso a Woodstock nel 1969.

Dopo aver riempito uno strano mestolo di acqua, ed averla repentinamente versata sul capo del fanciullo, il parroco ha pronunciato la significativa frase:

“Adesso Piergiorgio è diventato figlio di Dio”

Da cui spontanea la domanda “e prima di chi era figlio?” Chi l’ha creato? Forse il chitarrista? Oppure, speriamo di no, il Demonio? Non ci è dato sapere poiché, come al solito, è un Mistero. Però la cosa certa è che un pargolo, prima di subire un battesimo, non è figlio di Dio.

Raccomandazione finale del parroco, probabilmente sollecitata dai volti annoiati dei presenti, è stata la spiritualissima:

“Mi raccomando, voglio vederlo più spesso”

Si conclude così questo breve saggio sul pedobattesimo moderno. Nelle prossime settimane analizzerò la “consolazione funebre”, un viaggio fra la certezza del Paradiso e le conseguentemente stupide lacrime dei parenti, “l’Assunzione di Maria”, un’indagine sociologica fra religione e precariato, e infine “Lazzaro contro Ippocrate”, uno studio interdisciplinare fra miracoli e medicina: chi vincerà i fondi per la ricerca?

Ah, dimenticavo: tutto ciò non vuol essere una critica alla fede cattolica, sia ben chiaro. Essa è l’unica vera fede, come lo è qualsiasi altra fede, Islam, Induismo e Pastafarianesimo compresi.

Tratto da un mio articolo su se non la realtà

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Documentario sull’estremista di destra

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Ecco a voi la versione sottotitolata del celebre spot tedesco, della serie “Filme gegen rechte gewalt”. (Film contro le violenze di destra):

grazie a matteo (commento su senonlarealtà) per la segnalazione.

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Per la chiesa il matrimonio fra consenzienti è annullabile, e il battesimo?

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Da uaar.it:

Il Tribunale della Sacra Rota ha annullato il matrimonio celebrato nel 1960 tra Francesco Cossiga e Giuseppa Sigurani. La decisione è arrivata dopo sette anni di istruttoria. La notizia è pubblicata nell’ultimo libro di Bruno Vespa “L’amore e il potere. Da Rachele a Veronica in secolo di storia d’Italia”. Cossiga e la moglie si separarono nel 1993, un anno dopo la scadenza del mandato presidenziale e divorziarono dopo cinque anni.

Da “Repubblica” di oggi

Per lo stato italiano, dunque, un matrimonio durato 33 anni, con prole, risulterà non essere mai esistito. In compenso, per lo stesso stato italiano, un atto di battesimo, impartito a un neonato di pochi giorni, non è cancellabile. Grottesco.

Un commentatore sottolinea:

Il battesimo in quanto atto di adesione ad una confessione religiosa è un atto radicalmente viziato dalla totale mancanza di consenso di colui che lo riceve, visto che, di regola, si tratta di un neonato di pochi giorni o mesi. E’ vero, lo stato non può obbligare la Chiesa ad adottare il principio dell’adesione consensuale, ma il fatto che la Chiesa si ostini a non modificare il proprio diritto, sancendo che il battesimo diventa nullo nel caso in cui il battezzato, da adulto, manifesti la volontà di non appartenere alla confessione religiosa cattolica, dimostra in quanta considerazione essa tenga la libertà del volere umano e i principi più elementari della civiltà giuridica. A questo punto, il diritto dello stato italiano potrebbe, legittimamente, vietare ai genitori di sottoporre a battesimo i figli che non siano ancora in grado di manifestare il proprio consenso, considerata la natura irreversibile dell’atto.

Infine una semplice annotazione di un altro commentatore:

La legge sulla privacy dovrebbe valere anche per la chiesa, ovvero totale cancellazione dei dati sensibili di chi ne faccia richiesta

ma, come specificato qui:

Secondo il provvedimento del Garante non si può cancellare il battesimo, in quanto esso documenta un episodio effettivamente avvenuto: inoltre, anche in questo caso, la doppia ragione sociale di Stato estero e di ente religioso permette alla Chiesa di usufruire di privilegi che altre confessioni non hanno.

Vi sembra giusto?

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Miccichè: una storia raccapricciante ma purtroppo vera

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Le dichiarazioni dissennate di Micchiché, che è riuscito a dire che intitolare l’aereoporto di Palermo a Falcone e Borsellino intristisce i viaggiatori perché gli ricordano la mafia… ma pensa, io credevo che Falcone e Borsellino ricordassero le lotta alla mafia! La vignetta che vedere in apertura è un estratto di una grande (in tutti i sensi) striscia di Albo che potete trovare nel post intitolato “Ultimora 25 XL - Falcone e Borsellino” e sottotitolato Magari questo titolo per il post di oggi intristirà qualcuno. Assolutamente da non perdere per ironia e profondità… altro che le sciocchezze di Miccichè.

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Uomo morde cane: i pirati denunceranno l’antipirateria illegale

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Non è la prima volta che le società di antipirateria (RIAA in testa) si comportano in modo palesemente illegale o, quando va bene, semplicemente immorale. Questa però è la prima volta in cui, concretamente, una organizzazione che da anni sfida l’antipirateria (rifugiandosi in paesi in cui le leggi sul diritto d’autore sono meno soffocanti) può intentare una causa contro tali società e per i loro mandanti (le case discografiche, ad esempio). Ecco i dettagli in un rarissimo articolo senza immagine di Giavasan:

Come molti di voi già sapranno, la settimana scorsa sono diventate accidentalmente di pubblico dominio 700 megabyte di email scambiate all’interno di Media Defender, una compagnia creata al solo scopo di combattere la pirateria in rete.
Dalle mail si evince senza ombra di dubbio che Media Defender:

    1) ha creato un sito di ricerca di file torrent (miivi.com, ora defunto) per intrappolare e perseguire penalmente chiunque scaricasse materiale protetto da copyright tramite i loro tracker.
    2) ha ripetutamente distribuito in rete milioni di file torrent “spam” per scoraggiare il traffico peer-to-peer (e molto probabilmente continua a farlo).

La prima reazione di Media Defender all’accaduto è stata quella, quasi prevedibile, del cease-and-desist a tutti i siti che indicavano come scaricare le mail. I risultati però non sono stati all’altezza delle attese, come si evince dalla risposta dei responsabili di Meganova:

    “Dearest little asstunnels,

    Let me start off by thanking you for your pitiful attempt to have your e-mails removed from the entire internet.
    In case you haven’t noticed, this site is located in Europe (I hope you can point it out on a map) where your stupid copyright claims have no base. But fair is fair, you guys did suffer over the past week so here’s bit of advice to you:

    Fuck you!
    Fuck you again!
    Fuck you again and again and again!”

Non bastasse la derisione, e arriviamo al punto, è di ieri la notizia che The Pirate Bay avvierà un’azione legale contro 10 multinazionali, tra cui Twentieth Century Fox, Sony e Universal, basandola su quanto emerge dal contenuto delle email:

    “Thanks to the email-leakage from MediaDefender-Defenders we now have proof of the things we’ve been suspecting for a long time; the big record and movie labels are paying professional hackers, saboteurs and dosers to destroy our trackers.

    While browsing through the email we identified the companies that are also active in Sweden and we have tonight reported these incidents to the police. The charges are infrastructural sabotage, denial of service attacks, hacking and spamming, all of these on a commercial level.”

Scommetto ci sarà di che divertirsi.

Aggiornamento:
Ne parla anche Punto Informatico

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Mediaset non restituisce il credito residuo

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da hwGadget:

Mediaset ignora la diffida della Direzione Tutela dei Consumatori dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che aveva dato 30 giorni, ormai scaduti, per attuare le modalità idonee a:
·garantire agli utenti la conservazione del credito residuo alla data di scadenza delle tessere Mediaset premium;
·rimuovere l’imposizione di costi fissi per l’attivazione delle nuove smart card agli utenti già clienti;
·predisporre contestualmente tutte le attività tecniche e gestionali necessarie per attuare quanto disposto ed informare l’utenza attraverso gli efficaci canali disponibili.

Come Adiconsum aveva previsto, Mediaset ha deciso di non rimborsare il credito residuo delle vecchie smart-card e i costi di attivazione delle nuove tessere, opponendosi a quanto l’Agcom ha deciso.

Ora l’Autorità Garante per le Comunicazioni dovrà iniziare la fase istruttoria per sanzionare Mediaset, con tempi certamente lunghi.

L’assenza nel nostro ordinamento dell’azione collettiva e la mancanza di sensibilità da parte di Mediaset nei confronti dei consumatori, costringono i cittadini a doversi attivare singolarmente per ottenere la restituzione del credito residuo ed eventualmente il costo sostenuto per acquistare una nuova tessera.

A tale scopo, in tutte le sedi Adiconsum, i consumatori troveranno tutela e la modulistica necessaria ad attivare il reclamo.

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L’ateismo nella scienza è un pericolo, è una minaccia per l’umanità

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sentita al TG3:

l’ateismo nella scienza è un pericolo, è una minaccia per l’umanità

firmato Joseph Alois Ratzinger

ovvio, senza scienza (libera dai dogmi religiosi) è difficile costruire una società credulona e che non si accorga delle contraddizioni fra il predicato e il praticato, e quelle insite anche nella religione stessa.

Se poi vogliamo dirla tutta, non vedo come la libertà di culto (che include anche l’ateismo, non è mica obbligatorio credere in un dio) possa essere una minaccia per l’umanità. Anche in questo si vede l’intolleranza del papa cattolico.

per approfondire leggete qui

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Una delle principali obiezioni all’evoluzionismo spazzata via da un parassita

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Una delle obiezioni poste all’evoluzionismo è la presunta lentezza con cui le mutazioni genetiche vengono selezionate dalla pressione ambientale fino a determinare la nascita di un nuovo gene utile, e di nuove utili funzionalità negli organismi. Non solo: l’obiezione in questione comprende anche l’apparente impossibilità che si possa formare dal nulla un gene funzionale senza che prima codici genetici senza senso possano danneggiare l’organismo.

Tali obiezioni sono state spesso sollevate dai sostenitori del disegno intelligente, una versione modificata del creazionismo, in cui un’intelligenza non meglio specificata avrebbe disegnato l’evoluzione, troppo complessa da essere un processo spontaneo. Che poi i sostenitori del disegno intelligente siano tutti cristiani è ovviamente un caso, e l’intelligenza a cui fa riferimento non è necessariamente il dio cristiano, anche se è probabile che lo sia.

A queste ed altre obiezioni risponde Telmo Pievani senza problemi e con estrema precisione nel suo libro “Creazione senza Dio” (ed. Einaudi) Ma a questa obiezione in particolare si aggiunge un’ulteriore tassello che demolisce completamente la sua legittimità. E’ stato infatti scoperto un parassita batterico che ha “donato” l’interno proprio codice genetico al proprio ospite (un moscherino della frutta), probabilmente regalando a quest’ultimo nuove funzionalità prima assenti.

Era già risaputo che i batteri potessero scambiarsi frammenti di codice genetico, ma uno scambio di un intero codice genetico fra un batterio e un moscherino (molto più in alto nella scala evolutiva) è l’ultima conferma che l’evoluzione può compiere balzi improvvisi che incrementano quindi la velocità di evoluzione ma soprattutto gli organismi possono acquisire nuove funzionalità senza attraversare periodi con frammenti inutili o dannosi di codice genetico.

Riporto l’articolo de La Stampa che spiega questa scoperta molto importante:

Scienziati della Rochester University e del J. Craig Venter Institute (Usa) hanno scoperto una copia dell’intero genoma di un parassita batterico, il wolbachia, all’interno del genoma della specie ospitante il microrganismo, un moscerino della frutta (Drosophila ananassae). Uno dentro l’altro come matrioske. I risultati dei loro studi, riportati su “Science”, suggeriscono che il trasferimento dei geni fra specie diverse, ad esempio fra batteri e organismi multicellulari, può accadere molto più frequentemente di quanto si pensasse in passato e gettano nuova luce sulla storia dell’evoluzione: la più importante implicazione è che questo “passaggio” di geni permette alle varie specie di acquisire nuove funzioni in maniera estremamente veloce.

Il team di esperti ha sottoposto a screening sistematici un campione di moscerini, rilevando che quasi tutti i geni del wolbachia si erano fusi con quelli degli insetti. A questo punto, per isolare il genoma dei moscerini da quello dei parassiti, gli studiosi hanno sottoposto i primi a una cura antibiotica con l’obiettivo di uccidere i wolbachia.

Per confermare l’efficacia della terapia, è stato effettuato un test su campioni di Dna degli insetti: con loro grande sorpresa, gli scienziati hanno rilevato ancora la presenza di diversi geni appartenenti ai parassiti. «Questa ricerca - evidenzia Jack Werren, che ha guidato gli esperimenti - mostra un fenomeno che fino a poco tempo fa i genetisti negavano. Ora, però, non potranno fare a meno di prendere atto di questa scoperta».

«È un eccezionale nuovo caso di “parassitismo” che potremmo definire parassitismo genomico - commenta la notizia il genetista Giuseppe Novelli dell’Università Tor Vergata di Roma - uno spettacolare esempio di ingegneria genetica fatta dalla natura e senza l’intervento umano, che potrebbe oltretutto suggerisci nuove tecniche di terapia genica».

La Wolbachia, spiega Novelli, è un parassita diffusissimo tra gli insetti ed è stato talmente abile nel creare il rapporto di simbiosi con le mosche da aver addirittura acquisito la capacità di regolarne i rapporti riproduttivi. Infatti la Wolbachia, che infetta anche gli organi riproduttivi degli insetti e riesce a passare da una generazione all’altra, ne ha straordinariamente sconvolto la vita riproduttiva.

«Anche nel nostro Dna - ricorda Novelli - ci sono molte tracce di Dna di antichi retrovirus che sono rimasti integrati nei nostri geni e hanno anche assunto funzioni regolatorie per noi vantaggiose, ma la vera novità qui è che un intero genoma si è integrato, ed è stato accettato dal Dna dell’insetto nonostante le sue dimensioni non indifferenti». «Quindi vuol dire - continua Novelli - che il Dna di Wolbachia non ha creato danni all’insetto, anzi potrebbe avergli trasmesso delle nuove vantaggiose funzioni». Ed è quello che l’equipe di Werren sta ora cercando di scoprire. Quel che è certo, rileva Novelli, è che questo trasferimento di geni tra specie potrebbe essere una forza evolutiva non indifferente, capace di accelerare l’evoluzione e l’emergenza di nuove specie.

[via uaar]

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Yahweh ed Elohim: quanti dei per una religione monoteista

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Segnalo l’interessante post di Riti e rituali - l’altra faccia della medaglia da titolo Yahweh non era un dio e invito a leggere anche i commenti dei suoi lettori, spesso commenti molto approfonditi.
In particolare, in riferimento all’origine politeistica dell’ebraismo, e quindi anche del cattolicesimo, un commentatore ha sottolineato come in ebraico il plurale si costruisca con -im se maschile ed -oth se femminile. A questa argomentazione ho risposto come segue:

Faccio notare, come spiega Odifreddi nel libro “Perché non possiamo essere cristiani”, che nell’antico testamento si parla di Yahweh e di Elohim (che di certo era un plurale, finendo in -im), come due due divinità separate. Odifreddi sembra interpretare Elohim come il più crudele, il signore degli eserciti.
In ogni caso l’ipotesi “Yahwehim” è plausibilissima, perché il processo metaforico che portò i tanti Yahweh ad uno solo può essersi trasferito nella parola con la “caduta” della desinenza.
In ogni caso, il primo verso della genesi “Bershit barà Elohim” non lascia dubbi sul numero degli dei che avrebbero creato il mondo.

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Petizione: Class Action anche in Italia, contro la pedolifia, ma non solo

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Il caso della diocesi di Los Angeles che ha recentemente pagato 660 milioni di dollari alle 508 vittime di pedofilia nell’arco di 60 anni, è la dimostrazione di come una azione di classe (class action) sia l’unico sistema per un gruppo di persone povere per far valere i propri diritti. Ovviamente non sono solo i casi di abusi sessuali su minori che beneficerebbero di tale istituto. Il caso di Erin Brockovich (poi divenuto un film) ne è un altro esempio. E in Italia? Bisogna firmare una petizione promossa dall’Italia dei Valori e da molte associazioni civili. Qui la petizione on-line, mentre sul blog di Jacopo Fo troverete ulteriori informazioni. Ecco un estratto esplicativo:

La vittima “tipo” del reato di pedofilia, in Italia e altrove nel mondo e’ spesso individuata dagli aguzzini negli strati marginali della societa’, nei ceti meno abbienti, insomma tra i poveri. Una vittima povera e’ “ideale” perche’ normalmente non ha la possibilita’ di reagire ai soprusi con una causa legale, troppo costosa, troppo lunga.
Dove esiste la “Class Action” le vittime non abbienti possono reagire in gruppo ottenendo quasi sempre risarcimenti e cospicue compensazioni economiche per i danni subiti dal medesimo criminale: la class action e’ infatti gratuita, essendo le spese processuali totalmente a carico degli avvocati che tutelano gli interessi del gruppo di vittime (”la classe”), inoltre e’ rapida ed efficace, in quanto normalmente (ben
oltre l’80% dei casi) si risolve con una conciliazione amichevole “pre-giudiziale”, ovvero un accordo tra le parti che avviene addirittura prima dell’inizio del processo vero e proprio, evitando cosi’ la possibilita’ dei corsi e ricorsi processuali (nei vari gradi di giudizio) e di conseguenza abbreviando drasticamente i tempi e i costi della giustizia.

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