I vermi e la verità
Articolo letto 594 volteMi è stato chiesto: “Ma perché non ti leggi le intercettazioni su Moggi?”. Ho risposto: “Mi fa un po’ schifo come i giornalisti stanno trattando la questione”. Ma poi ho pensato che come diceva il Prof. Challenger nel romanzo di Conan Doyle “Il mondo perduto”: “I giornalisti sono la peggior specie di vermi“. Così ho pensato che tanto valeva leggere subito e togliersi il pensiero, perché lo schifo non sarebbe comunque mai andato via.
Tanto per fare chiarezza: se Silvio Berlusconi dice che “non pagheremo le tasse” ed io lo sento in una intervista, con le mie orecchie, io ci credo che l’abbia detto lui. Se lo leggo su un giornale un po’ meno. Se Villa Certosa fosse abusiva, ho visto le foto, conosco le leggi sulla tutela ambientale, e ci credo. Se quancuno mi dice che c’è un’altra Villa abusiva io non esulto per un’altra scoperta delle nefandezze silviesche nè sono assolutamente certo che anche quella Villa è realmente abusiva. Questo lo farebbe un anti-berlusconiano. Ed io non sono anti-berlusconiano. Sono solo anti-cosesbagliate.
Andare dietro a delle notizie sbagliate, distorte e fatte passare per vere è invece tipico degli anti-qualcosa o semplicemente dei cacciatori amorali di scoop. Ed allora ecco spuntare un articolo di simak sul blog “No, tu no” che fa semplicemente notare come alcune notizie, riguardanti le intercettazioni telefoniche su Moggi, spacciate per fatti siano semplici manipolazioni. Cosa lo dimostrerebbe? Nient’altro che la richiesta di archiviazione della Procura di Torino, ovvero dell’accusa, per il processo in cui erano indagati Moggi, Giraudo e il designatore Pairetto. Leggendo questo documento si capisce come giornalisi importanti e stimati come Marco Travaglio si siano lasciati offuscare la vista da qualcosa che con il giornalismo e la verità non c’entrano, tanto da non controllare nemmeno la data e l’orario delle intercettazioni. Notare che ho scritto alcune, perché magari Moggi è da processare e condannare per tante altre cose e non mi sorprenderei. Ad esempio “è il rapporto Pairetto-Moggi, fortemente equivoco, a dover essere sanzionato come ha fatto la Uefa già da una settimana, sostituendo Pairetto e sanzionandolo per aver comunicato in anticipo la designazione di Meier, perché anche in europa sono consci che alterare il risultato di una partita è un’altra cosa” (cito sempre simak). Ma quelle alcune cose mostrano una volta di più il vero volto dei giornalisti. Mentre sfugge via un’altra occasione da parte della società civile di pretendere solo e tutta la verità.
Per completezza riporto l’intero post di simak: Continua a leggere ‘I vermi e la verità’
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