SIM scadute, ottenuto un rimborso

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Nonostante l’opposizione di destra si ostini a dire che questo governo non ha fatto niente di positivo, le liberalizzazioni del pacchetto Bersani stanno creando sempre più vantaggi ai cittadini. Dopo l’abolizione dei costi di ricarica dei telefonini, ad esempio, ecco che sempre in ambito di telefonia mobile, scattano i primi rimborsi per le scadenze abusive delle schede dei cellulari. Ecco un articolo, tratto da Punto Informatico, che spiega tutta la questione:

Una delle conseguenze più vistose del pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni nella parte che tocca le TLC è la disposizione secondo cui il traffico telefonico acquistato dagli utenti non è soggetto a scadenza. Una novita che ha iniziato a produrre le prime conseguenze.

Riporta infatti MiaEconomia di come un giudice di pace di Napoli, Riccardo De Miro, sia intervenuto in un caso di SIM scadute, costringendo l’operatore telefonico a rimborsare l’utente che ha fatto ricorso contro la cancellazione del credito telefonico non ancora goduto al momento della cancellazione della SIM.

Come noto, infatti, gli operatori mobili fino ad oggi procedevano in automatico a “chiudere” le SIM prepagate acquistate dai clienti quando questi nel corso di 13 mesi non effettuavano alcuna ricarica del traffico. Una cancellazione che portava con sé non solo il numero di telefono corrispondente alla SIM ma anche il minutaggio telefonico già pagato dall’utente.

Secondo il giudice De Miro questa cancellazione va considerata una clausola vessatoria che non può essere inserita in un normale contratto telefonico. Tutt’alpiù può essere sottoscritta dall’utente con una nota specifica a parte. Continua a leggere ‘SIM scadute, ottenuto un rimborso’

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Ricariche telefoniche, abolizione confermata ed estesa

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Alla fine, per quanto riguarda i costi di ricarica, un emendamento al decreto Bersani è stato effettivamente approvato: la commissione Attività produttive della Camera ha infatti dato semaforo verde non solo alla cancellazione dei costi fissi di ricarica per i telefoni cellulari ma anche per altri servizi del settore delle TLC.

L’articolo 1 del decreto è stato infatti approvato con le variazioni proposte dal relatore, l’onorevole Andrea Lulli (l’Ulivo), che prevedono l’estensione del divieto di introdurre costi fissi di ricarica a tutto il settore delle TLC, e quindi per servizi internet, di telefonia fissa, TV.

Il relatore del decreto sulle liberalizzazioni riferisce inoltre l’accoglimento di “due emendamenti dell’opposizione” proposti dal forzista onorevole Luigi Lazzari: nel primo si stabilisce che il termine già fissato dall’articolo 1 (30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto) valga anche per l’obbligo, rivolto agli operatori, di evidenziare le voci che compongono il costo effettivo del traffico nelle offerte tariffarie; il secondo recepisce il terzo comma del primo articolo: in caso di recesso dal contratto, l’utente non sarà assoggettato a vincoli temporali, né a spese non giustificate da costi dell’operatore, includendo in questi anche gli investimenti commerciali da esso sostenuti.

Sono stati invece bocciati alcuni emendamenti e sub-emendamenti. Tra le proposte cassate, le due avanzate dall’onorevole Mario Valducci di Forza Italia: con la prima si proponeva un rinvio di 60 giorni per l’entrata in vigore del divieto, mentre la seconda prevedeva l’esclusione del settore del digitale terrestre dall’abolizione dei costi fissi di ricarica. [chissà perché uno di Forza Italia volesse l’esclusione del settore del digitale terrestre… chissà]

Scartati anche gli emendamenti che volevano l’abolizione dei costi delle carte di credito prepagate, benché l’onorevole Lulli si sia dichiarato disponibile ad una valutazione ulteriore.

Da PI

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